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Pontedera

«Care istituzioni, così non va»

Un momento dell’ultimo corteo contro l’impianto dei rifiuti
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Un momento dell’ultimo corteo contro l’impianto dei rifiuti

Pirogassificatore: il comitato del no contro la Provincia

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 CASTELFRANCO. C'è un clima di trepidante attesa fra le file del Comitato Antinquinamento e in tutto il fronte contrario al pirogassificatore. La decisione definitiva era da tempo attesa proprio per questi ultimi giorni prima di Natale.  Appuntamento corredato ulteriormente dalle recenti dichiarazioni del presidente della Provincia Andrea Pieroni, che senza escludere nessuna possibilità circa il comportamento dell'ufficio Ambiente, ha ipotizzato la possibilità di un ricorso, basato sul presupposto di incompatibilità tra la legge 69 sulla partecipazione (la cosiddetta legge Fragai) e la tanto contestata legge 35. Una posizione che Pieroni ha espresso contestando al tempo stesso ai sindaci la loro effettiva capacità d'incidere sulla questione, anche a livello legale.  Dichiarazioni che hanno subito innescato un vespaio, a cominciare proprio dal Comitato, che tramite la presidente Aurora Rossi si dice «sconcertato e attonito». Dalla Provincia e dall'ufficio Ambiente, dove la pratica giace da giorni sul tavolo della dottoressa Laura Pioli, nessuno intanto batte colpo. Tutto questo malgrado mercoledì scorso si sia tenuta una riunione di giunta a Pisa che alcune indiscrezioni hanno definito a dir poco infuocata. «Sono giorni ormai che andiamo avanti con questa tiritera della decisione finale - dice Rossi - e mentre tutti noi speriamo che chi di dovere decida del nostro futuro, le istituzioni continuano a delegittimare e delegittimarsi. Lo fa la Regione per bocca del suo presidente contro la Provincia e lo fa la Provincia tramite i giornali sminuendo l'autorità dei sindaci nella loro volontà di ricorrere alle vie giudiziarie. Siamo senza parole, ma malgrado questo stiamo anche noi lavorando a nuove azioni da intraprendere».  Critico anche Luca Scarselli, dell'Unione Inquilini. «Ci chiediamo contro chi potrebbe agire la Provincia di Pisa. Forse contro se stessa, visto che è la Provincia a rilasciare le autorizzazioni? A nostro avviso, forse alla Provincia di Pisa converrebbe maggiormente valutare se avvalersi delle sue prerogative amministrative, invece che preannunciare future, incerte e stiracchiate azioni legali», commenta Scarselli. «Sembra molto difficile - prosegue - sostenere la incompatibilità delle due leggi, visto che, dal punto di vista legale, dal processo partecipativo può uscire solamente un parere non vincolante. Non vorremmo che le preannunciate azioni legali si concludano in "una bolla di sapone" con il rischio dei cittadini di non ottenere ciò che gli era stato promesso e degli stessi enti di essere condannati al pagamento delle spese giudiziali. Così, in questo caso, a qualche cittadino potrebbe anche venire in mente, senza voler accusar nessuno, di far valutare le suddette scelte innanzi alla Corte dei Conti».  Un susseguirsi di dichiarazioni che danno adito ad una sola certezza: in caso di un probabile assenso all'impianto, il giudice del Tar dovrà vedersela con molti dei soggetti interessati, in un fioccare di carte bollate. Ai tecnici, in ogni caso, la proverbiale "ardua sentenza". N.D.M.

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