Il Tirreno

Pontedera

Aperta la Bretella attesa da 40 anni

Giacomo Pelfer
La benedizione della nuova opera
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La benedizione della nuova opera

Inaugurata ieri mattina con tre anni esatti di ritardo rispetto alle previsioni

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 SANTA CROCE. Sono bastati pochi minuti dal taglio del nastro perché auto e camion iniziassero a sfrecciare sulla Bretella del Cuoio. L'arteria attesa da oltre quarant'anni è diventata realtà ieri mattina, inaugurata sotto un gelido sole alla presenza di amministratori locali e autorità. Un'opera che arriva in porto con tre anni esatti di ritardo rispetto alle previsioni, e che parte con il grave deficit della mancata realizzazione dell'uscita intermedia, i cosiddetti "braccetti", che avrebbero collegato la nuova arteria con le zone industriali di Castelfranco e Santa Croce. Un'opera "a mezzo servizio" secondo molti imprenditori, ma che rappresenta per la Provincia un ulteriore traguardo nel miglioramento della viabilità.  «E' una giornata di soddisfazione - ha detto il presidente Andrea Pieroni -: abbiamo creato un anello di comunicazione fondamentale per un distretto industriale che è tra i più importanti d'Italia. Mi auguro che questa nuova infrastruttura sia di buon auspicio per il 2012, e possa rappresentare un supporto alla competitività delle aziende». Parole alle quali si accoda con un messaggio l'assessore regionale alle infrastrutture Luca Ceccobao, che parla di «un collegamento che potrà fare la differenza sul territorio». «Non dimentichiamo - ha fatto notare l'assessore provinciale ai lavori pubblici Gabriele Santoni - che la nostra giunta ha ereditato un piano di investimenti di ben 150 milioni di euro. I rallentamenti nel ritmo di marcia dei lavori credo siano riconducibili ad una dimensione fisiologica, considerate le dimensioni dell'opera e la sua complessità costruttiva». Lo stesso Santoni ha voluto lanciare anche un messaggio di speranza per i famosi "braccetti", la cui realizzazione spetta ai Comuni di Castelfranco e Santa Croce. «Abbiamo sottoscritto un accordo pochi giorni fa: adesso c'è un progetto definitivo che cercheremo di far partire quanto prima».  L'arrivo della Bretella, infatti, ha comportato la chiusura della vecchia via Fucini, unico collegamento diretto tra le aree industriali dei due comuni, costringendo le aziende ad aggirare la nuova arteria infilandosi nel traffico della provinciale Francesca o raggiungendo la Francesca Bis per poi tornare indietro. Il risultato sono spostamenti lunghi e complessi, anche per andare tra due aziende a poche centinaia di metri in linea d'aria. «I due collegamenti sono sono stati stimati in 1 milione e 200mila euro», ha spiegato il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi. «Siamo praticamente pronti - ha aggiunto il collega castelfranchese Umberto Marvogli -; attendiamo solo un allentamento del Patto di Stabilità».  Nonostante l'assenza dell'uscita intermedia, ci penseranno comunque i divieti a imporre l'utilizzo della Bretella: è già operativa da ieri mattina l'ordinanza del Comune di Santa Croce che vieta il transito sul ponte di San Donato e in via Gramsci ai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate. «Già adesso - ha sottolineato Ciaponi - la Bretella alleggerisce il centro dal transito in direzione di Fucecchio. Con i braccetti, poi, agevoleremo anche gli spostamenti tra Santa Croce e Ponte a Egola». «Quest'opera è fondamentale per le spedizioni - ha spiegato Piero Maccanti, direttore dell'Associazione conciatori -: fino ad oggi i camion in partenza o in arrivo dalla superstrada erano costretti ad usare l'uscita di Montopoli. Credo che la Bretella potrebbe anche servire per far ripartire il progetto dell'interporto».

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