Il Tirreno

Pontedera

A fuoco i garage-rifugio dei senzatetto

Sabrina Chiellini
Un vigile del fuoco controlla lo stato del soffitto dopo l’incendio
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Un vigile del fuoco controlla lo stato del soffitto dopo l’incendio

L'incendio è doloso. Forse in quei locali si prostituiscono le nigeriane

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 PONTEDERA. Il garage di un condominio lungo viale della Repubblica è andato a fuoco l'altra sera poco prima delle 22. E le fiamme, quasi sicuramente di origine dolosa stando all'esito dei controlli dei vigili del fuoco, hanno spaventato gli abitanti del palazzo (che in parte è disabitato) e di quelli vicini. Il fuoco ha danneggiato due auto e ha alimentato un'altra serie di preoccupazioni sulla sicurezza della zona.  Nel garage, di circa venti metri quadrati comunicante con altri box, sono stati infatti trovati in mezzo ad un ammasso di vecchi oggetti anche alcuni materassi. La presenza di mozziconi di sigarette sul pavimento, oltre che dei vecchi materassi, fa pensare che il garage venga usato come ricovero da senzatetto extracomunitari.  I cittadini hanno segnalato alla polizia intervenuta sul posto uno strano via-vai di persone a tutte le ore del giorno e della notte. Persone sono state viste entrare anche negli appartamenti che in realtà risultano disabitati. È probabile che immigrati clandestini - in alcuni appartamenti vivono famiglie di extracomunitari - abbiano trovato il modo di entrare negli alloggi del vecchio palazzo. Ma su questo aspetto ci saranno ulteriori verifiche da parte della polizia. Così come non può essere escluso che i garage fatiscenti del palazzo siano frequentati oltre che da senzatetto anche dalle giovani donne che si prostituiscono lungo viale della Repubblica. Su questi aspetti la polizia spiega di non avere elementi per dire che nel garage andato a fuoco si consumano rapporti sessuali a pagamento.  Da settimane le famiglie che abitano in questo quartiere si lamentano per la presenza lungo la strada e alle porte delle case di alcune prostitute. C'è chi teme che l'incendio possa essere collegato a questo mondo. Accostamento che il sindaco, Simone Millozzi, ritiene di poter escludere. «Mi sono confrontato con il dirigente del commissariato - spiega il sindaco -. Credo che sia necessaria una certa cautela. L'incendio potrebbe essere stato causato anche da una sigaretta che non è stata spenta bene».  Ieri mattina si poteva notare la presenza di alcuni focolai tra le macerie, dopo che l'incendio era stato spento dai vigili del fuoco di Cascina. L'area, di proprietà della famiglia Leoncini, dovrà essere bonificata se non altro per rimuovere i vecchi oggetti e i rifiuti ridotti in cenere.

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