Il Tirreno

Pontedera

Vendite in calo del 4,1% Pisa all'ultimo posto tra le province toscane

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 PONTEDERA. I dati sul commercio al dettaglio relativi al terzo trimestre, secondo l'Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio di Pisa, segnalano la forza con cui la perdita di fiducia dei consumatori e l'aggravarsi dei problemi sul versante occupazionale, si ripercuote sulle dinamiche del settore.  La variazione tendenziale di -4,1 punti percentuali registrata dalle vendite al dettaglio delle aziende commerciali con dipendenti della provincia di Pisa, si posiziona infatti non solo al di sotto della media nazionale (-3,1%) e regionale (-2,4%) ma, addirittura, all'ultimo posto tra le dieci province della Toscana.  Un risultato poco invidiabile. A determinare questo risultato contribuiscono, a livello di tipologia distributiva, non solo la piccola unità commerciale, che lascia sul terreno il 5,1% del proprio giro d'affari, ma anche la media, le cui vendite sono risultate in flessione del 6,4%. Complessa anche la situazione della grande distribuzione (unità con 20 addetti e oltre) che, bissando il risultato del secondo trimestre, mette a segno una contrazione dell'1,2%. Sebbene tutti i comparti merceologici facciano segnare un peggioramento rispetto al secondo trimestre, è dal non-alimentare che proviene la contrazione più consistente (-5,4%). Anche l'alimentare passa comunque dal -0,1% al -3,1%.  Cosa fanno le famiglie. In un momento di forte crisi, le famiglie continuano quindi a indirizzarsi sulle strutture despecializzate come ipermercati, supermercati e grandi magazzini (vendite invariate), penalizzando il commercio tradizionale e, all'interno di questo, i comparti meno indispensabili come quelli non alimentari.  Spicca soprattutto, all'interno del non alimentare, la brusca caduta delle vendite di prodotti per la casa ed elettrodomestici (-8,6%).  L'aumento tendenziale del 3,1% registrato nel terzo trimestre dall'indice generale dei prezzi al consumo di beni e servizi in provincia di Pisa, se si eccettua la componente bevande alcoliche-tabacchi e dell'abbigliamento-calzature, è frutto dell'aumento di voci non collegabili ai settori analizzati dall'indagine congiunturale sul commercio al dettaglio come i trasporti, abitazione-acqua-energia, e nei servizi ricettivi.   Crescono le aziende. Aumentano ancora, a fine settembre 2011, le unità locali commerciali attive. Con un +4,0%, pari ad una crescita di 318 unità, il dato segna un'accelerazione rispetto al già consistente +2,6% messo a segno nel secondo trimestre del 2011.  Tra i diversi settori spicca, ancora una volta, il ruolo predominante del commercio al dettaglio di prodotti non alimentari: 303 unità aggiuntive.  Più contenuta la crescita del commercio al dettaglio alimentare (+6 unità) mentre gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini perdono 2 unità. Tra gli alimentari, avanzano gli esercizi specializzati (+8 unità) mentre continua a ridursi il numero dei minimercati (-3). Per quanto riguarda il non alimentare, diminuiscono i negozi di abbigliamento e accessori (-7) mentre le unità locali che vendono prodotti per la casa ed elettrodomestici, avanzano di 4 unità. Tra gli altri prodotti non alimentari, a crescere, sono soprattutto le unità locali del commercio al dettaglio ambulante (+229 unità) il vero motore della crescita delle aziende operanti nel commercio al dettaglio che rappresentano ormai oltre un quarto delle unità locali del settore. «La difficile situazione economica generale e la conseguente perdita di fiducia dei consumatori - afferma Pierfrancesco Pacini Presidente della Camera di Commercio di Pisa - è alla base dell'ulteriore contrazione delle vendite al dettaglio delle imprese pisane». Anche le attese in merito all'evoluzione delle vendite per l'ultima parte del 2011 «sembrano - prosegue Pacini - più un auspicio degli imprenditori che una reale opportunità. La Camera di Commercio continua a lavorare assieme alle associazione e alle altre istituzioni per cercare di stimolare i consumi attraverso iniziative dirette ad animare i Centri commerciali naturali e a vivacizzare il territorio".

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