Sicurezza
Consorzio Auser
Un archivio con la storia del territorio
Jacopo Paganelli
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BIENTINA.«Il Consorzio è visto da alcune persone come un organo che mette solo dazio. Ma dietro a pochi che brontolano e si lamentano, ci sono molti che apprezzano il lavoro prezioso che esso svolge: garantire la cura del territorio in seguito all'abbandono massiccio delle campagne». Così il primo cittadino di Bientina, Corrado Guidi, apre la conferenza "Una storia di unità" martedì pomeriggio nella torre civica della cittadina di san Valentino. Tutto nell'ambito della presentazione dell'inventario dell'archivio storico consortile dell'Auser Bientina. Presenti le autorità dei comuni di Bientina e Capannori, il presidente Ismaele Ridolfi, Fortunato Angelini, presidente Urbat, l'avvocato Annamaria Martuccelli, direttore Anbi, e di altri illustri relatori. Come il professor Federico Valacchi, ordinario di archivistica all'università di Macerata. Uno sguardo a cifre e tabelle dimostra subito la vastità dell'ente: il Consorzio di bonifica Auser-Bientina opera infatti su un'area di 57.486 ettari, su 18 comuni (Capannori, Porcari, Bientina, Buti, parte di Altopascio, Montecarlo, Vicopisano, Calcinaia, Santa Maria a Monte, Castelfrando di Sotto, Santa Croce sull'Arno e Fucecchio) e tre province (Lucca, Pisa e Firenze) con sede principale a Santa Margherita-Capannori. La pubblicazione in due ampi tomi, distribuiti gratuitamente ai presenti, si configura quindi come il risultato di un processo storico che ha radici molto antiche e profonde. «Questa pubblicazione è il prodotto finale di un lungo e articolato lavoro di ricerca, recupero e studio dei nostri fondi archivistici» entra nel merito Ismale Ridolfi. «Proprio partendo da questo prezioso patrimonio si può sviluppare un'attività efficace per la sicurezza territoriale del comprensorio. Ora che è stato riordinato, l'archivio storico sarà a disposizione di tutti i soggetti interessati studenti, professionisti o semplicemente appassionati, al fine di promuovere sempre di più la conoscenza e lo studio del nostro territorio. Come diceva la mia professoressa di lettere, solo uno sprovveduto può pensare di crescere senza aver ben chiaro chi siamo e da dove veniamo: il futuro che abbiamo davanti deve basarsi sulla conoscenza del passato». Letti in sala anche i saluti del presidente Enrico Rossi e dell'onorevole Raffaella Mariani.
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