Il dolore
«Nessuna banca ci fa credito»
Andreas Quirici
◗
Conteggio dei soldi in un istituto di credito della zona L'allarme di un imprenditore che vuol salvare l'azienda
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Nemmeno con la garanzia della Regione Toscana si riesce a ottenere un finanziamento dalle banche. E' il grido d'allarme lanciato da Franco Maltinti, della Macip Trend azienda di San Donato di S. Maria a Monte che, con 48 dipendenti, realizza abbigliamento in pelle per le griffe. Una azienda che sviluppa anche tecniche innovative di trattamento di pellami. «I costi in aumento e le incertezze del mercato - racconta Maltinti - unite alla necessità di acquistare materiali all'estero anticipando il denaro per poi ricevere pagamenti dai committenti con tempi sempre più dilazionati ci ha spinti a stipulare un accordo con la Regione per il mantenimento dei livelli occupazionali». In pratica, grazie a una specifica linea di credito aperta dall'ente, l'azienda ha ottenuto le garanzie da presentare a un istituto bancario per ottenere un finanziamento di 330mila euro da restituire in cinque anni. «La firma è arrivata lo scorso 30 novembre - prosegue,nel suo racconto, l'imprenditore - ma quando pensavamo di aver superato lo scoglio maggiore, ci siamo imbattuti in problemi ancor più grandi». La scarsa liquidità delle banche e i rendimenti sui prestiti che, con la recente crisi finanziaria si sono assottigliati, hanno comportato rifiuti all'azienda da parte delle stesse banche. «Abbiamo fatto il giro di quelle con cui lavoriamo abitualmente - dice ancora Maltinti - ma in tutti i casi abbiamo ricevuto risposte negative. Per loro non è conveniente prestarci i soldi e rifiutano di sostenerci anche se presentiamo la documentazione di Fidi Toscana. E' chiaro che per le banche non è un momento esaltante. C'è anche da capirle, ma resta il fatto che a noi quei soldi servono per non intaccare i livelli occupazionali». E dire che la Macip Trend ha anche una situazione abbastanza consolidata. Il 2011 si sta chiudendo con un +15% a livello di fatturato rispetto al 2010 e l'interesse per i nuovi prodotti presentati ai clienti sembrerebbe abbastanza forte. «A metà gennaio avremo l'idea dei quantitativi di ordini che dovremo fare per il 2012 - ha cercato di spiegare Maltinti anche si suoi interlocutori negli istituti di credito che ha contattato per avere i soldi che servono - solo che i movimenti di denaro che dovremo affrontare necessiterebbero di quel finanziamento per il quale abbiamo stipulato l'accordo con la Fidi Toscana. Continueremo a cercare una banca disposta a darci una mano, altrimenti saremo costretti a ridurre il personale, magari passando prima da un periodo di cassa integrazione. Una soluzione dolorosa, che non vorremmo percorrere. Ma davanti alla sopravvivenza dell'azienda non avremmo altra scelta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
