Il Tirreno

Pontedera

Ci sarebbe incompatibilità tra due leggi regionali, quella sulla partecipazione e l’ormai famosa 35

Pieroni: «Stiamo valutando il ricorso»

Giacomo Pelfer
La recente manifestazione contro l’impianto a Castelfranco e il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni
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La recente manifestazione contro l’impianto a Castelfranco e il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni

Pirogassificatore, giorni decisivi. Parla il presidente della Provincia di Pisa

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 CASTELFRANCO. Sono giorni decisivi per le sorti del pirogassificatore. Il parere tecnico della Provincia potrebbe arrivare a momenti, forse già oggi. La pratica giace da giorni sul tavolo della dottoressa Laura Pioli, dirigente del servizio Ambiente della Provincia, chiamata ad ottemperare alla delibera regionale che, di fatto, ha dato il proprio via libera all'impianto in virtù della discussa legge 35.  L'impressione, ormai, secondo molti, è quella di un sì scontato, a dispetto del no strettamente politico espresso dalle amministrazioni locali, e ribadito anche nel consiglio provinciale di una settimana fa. La questione corre sul confine sfumato tra valutazione tecnica e posizione politica, con un dissidio che investe in pieno l'amministrazione provinciale: se da un lato gli uffici pisani potrebbero dare il nulla osta decisivo per la realizzazione del pirogassificatore, dall'altro starebbero anche valutando la possibilità di un ricorso.  Ad annunciarlo è lo stesso presidente della Provincia Andrea Pieroni: «Stiamo preparando una delibera di giunta - spiega - che accoglie le indicazioni dei due ordini del giorno approvati in consiglio, che hanno ribadito il parere contrario che avevamo già espresso il 4 agosto scorso. I nostri uffici stanno valutando la possibilità di un ricorso, basato sul presupposto di incompatibilità tra le due normative regionali: la legge 69 sulla partecipazione (la cosiddetta legge Fragai) e la legge 35 di quest'anno, che consente alla Regione di esprimersi in quei casi in cui si crea un dissidio tra il parere dei tecnici e l'orientamento politico».  Un annuncio che segue di alcuni giorni la minaccia dei sindaci di ricorrere in sede giudiziaria in caso di autorizzazione. «Francamente - dice Pieroni - credo che i singoli Comuni non abbiano elementi per impugnare la decisione regionale. Casomai dovremmo essere noi a muoverci, ed è quello che stiamo valutando in queste ore. Si tratta di una valutazione giuridico-legale per una vicenda che è senza dubbio molto complessa. Cerchiamo, nelle nostre possibilità, di farci interpreti della posizione espressa del territorio».  Il presidente Pieroni, però, non si sbilancia sulle effettive possibilità che la delibera provinciale possa incidere, in qualche modo, sul parere che l'ufficio Ambiente potrebbe emettere a momenti. «Non so se questo parere arriverà - dice - né quando. La nostra delibera trasferisce all'ufficio la posizione uscita dal consiglio provinciale, che ribadisce la necessità di una pianificazione più ampia in tema di rifiuti e il rispetto del processo partecipativo. Non posso dire, però, se questa delibera bloccherà o meno il procedimento: i nostri uffici, allo stesso tempo, non possono non tener conto dei pareri e delle valutazioni tecniche. Anche perché, non lo dimentichiamo, stiamo parlando di una richiesta per un impianto che avrà un carattere sperimentale».

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