Sicurezza
In Regione per il rinnovo delle concessioni bloccate dal Tar
Andreas Quirici
Il Comitato protesta: ancora una volta si tutelano gli interessi della Solvay e non quelli dei cittadini
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VOLTERRA. Sulla Conferenza dei servizi regionale in programma domani per il rinnovo delle concessioni minerarie Cecina e Poppiano cala il macigno del giudizio espresso dal Comitato per la difesa della Valdicecina: «Ancora una volta, la pubblica amministrazione sembra aver perseguito non tanto l'interesse pubblico della comunità dell'Alta Val di Cecina, che detiene le risorse acqua e salgemma, quanto piuttosto l'interesse della multinazionale, creando i presupposti per un celere rinnovo delle concessioni, giustamente sospese, dando così vita all'attuazione definitiva del contratto Eti-Solvay». L'appuntamento è di quelli importanti rispetto a una vicenda, quella dell'attività estrattiva di Solvay, che si trascina da tempo. Ma ci sono alcune anomalie per il Comitato. Come i «soli 25 giorni per istruire la complessa pratica dell'istanza presentata da Solvay alla Regione in cui richiede conferma della valutazione d'impatto ambientale sul progetto di coltivazione di salgemma di Poppiano e Cecina e dei termini entro i quali realizzare le relative opere» e in cui, fra l'altro, «si evince una correlazione tra il rinnovo delle concessioni bloccate dal Tar e la positiva valutazione del progetto dell'invaso di Puretta». Secondo il Comitato, poi, «nello stesso documento si legge che Solvay finanzierà il progetto Puretta come compensazione per la mancata realizzazione di Idro-S per la parte potabile». Ma tutto questo «in spregio alle sentenze del Tar che sancivano l'inammissibilità di questa compensazione, in quando Idro-S prevedeva la disponibilità di 900mila metri cubi di acqua potabile a costo zero per la collettività, mentre l'invaso di Puretta necessita di un cospicuo ulteriore finanziamento pubblico». E infine il dubbio del Comitato: «Nella Valutazione d'impatto ambientale si sosteneva la necessità di tale opera per risolvere una crisi idrica che invece nel documento viene considerata completamente risolvibile con l'uso dei laghi a monte. Qual è allora la verità?». Una domanda legittima, stando alla documentazione, con i cittadini riuniti nel Comitato che attendono una risposta, ma soprattutto decisioni da parte degli enti.
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