Il Tirreno

Pontedera

Frenano gli entusiasmi le associazioni di categoria: ci sono luci, ma restano anche le ombre

Conciario, il 2012 avrà il segno più

Manolo Morandini
Conciario, il 2012 avrà il segno più

Gli analisti della banca Monte dei Paschi di Siena tastano il polso al distretto

2 MINUTI DI LETTURA





 SANTA CROCE. «Il settore è tornato ai livelli pre-crisi grazie all'export». È quanto sostiene uno studio di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) per concia, pelletteria e calzature. Un entusiasmo a cui non cedono i presidenti delle associazioni dei conciatori delle due sponde dell'Arno: l'anno chiude col segno più, ma le produzioni del 2007 restano lontane.  Tutti d'accordo, però, nel riconoscere che lo stato di salute è comunque migliore rispetto al manifatturiero.  Secondo lo studio Mps a fine anno il giro d'affari dovrebbe registrare un +17% rispetto al 2010 e l'andamento della produzione un più 5,2%. «La migliore performance del settore, iniziata nel 2010, ha consentito il sostanziale recupero dei livelli di fatturato raggiunti nel 2007, anno dei massimi pre-crisi, anche se emergono segnali di rallentamento per la parte finale del 2011», affermano dal centro studi Mps.  Gli analisti sottolineano il divario tra l'aumento del fatturato e quello del valore della produzione. Che spiegano con lo smobilizzo delle scorte accumulate negli anni passati nei magazzini e «per la pratica della "riesportazione". Ovvero, l'importazione di merci semifinite da destinare alla vendita dopo una minima lavorazione effettuata "in loco"».  È nell'impennata dei prezzi del grezzo, anche del 20%, che si è trasferita anche sul valore dei prodotti finiti, la spiegazione del divario tra l'andamento del fatturato e della produzione per i presidenti delle associazioni dei conciatori. Sia Attilio Gronchi, presidente del Consorzio dei conciatori di Ponte a Egola, che Franco Donati, presidente dell'Assoconciatori di Santa Croce, indicano i dati relativi agli scarichi dell'acqua al depuratore Aquarno per misurare la crescita delle produzioni: in frenata da novembre, ma dopo 24 mesi di crescita.  Tracciato il quadro c'è spazio per una previsione. A fine 2012, per gli analisti Mps, complice la prevedibile fase di recessione, «il valore della produzione dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli stimati per il 2011, con un +0,4%, più consistenti, ma comunque in sensibile rallentamento, i ritmi di crescita previsti per l'export: +3,5%».  «Tutti sarebbero pronti ad accettare un 2012 come l'anno che si sta per chiudere - sottolinea Gronchi -. Tra luci e ombre stiamo affrontando la nuova stagione, con i primi ordini attesi a gennaio. Il settore del lusso sembra risentire meno di altri del peso della crisi».  Tra difficoltà e prudenza. Per Donati: «Le firme stanno rallentando gli ordini non perché stiano scontando un calo di vendite ma per la paura di finire con l'avere dell'invenduto. Gli ordini arriveranno ma sarà una partenza al rallentatore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa