Gioco
Tanti per l'addio a Jacopo morto a diciannove anni vittima del suo altruismo
Giancarlo Giannetti
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Un gruppo di amici affranti davanti alla chiesa dovè stato celebrato il funerale di Jacopo Caruso. In alto la folla che ha partecipato accanto ai familiari allultimo saluto al giovane morto in un incidente in Fi-Pi-Li 2 MINUTI DI LETTURA
SAN ROMANO.«Ti ricorderemo in un angolo dentro di noi, per sempre. Ciao, Caru». Poche parole per dire addio, scritte su uno striscione, all'amico Jacopo Caruso, lo studente di 19 anni, morto in un assurdo incidente stradale lungo la superstrada, l'altra notte, mentre tornava a casa insieme a un amico, anche lui ricoverato in gravissime condizioni. Il santuario "Madonna di San Romano" si è riempito di giovani provenienti da tutto il Valdarno inferiore: parenti, amici e tante persone che conoscevano fuori. Molti non sono riusciti a entrare nell'affollata chiesa. Sono rimasti fuori in silenzio, con gli occhi velati di lacrime. In piedi sulla piazza davanti alla chiesa a seguire la messa celebrata da padre Roberto Benamati. A rendere omaggio a Jacopo c'erano anche i giocatori e i dirigenti della squadra Casotti calcio che partecipa al campionato amatori. Una trentina di uomini che hanno accompagnato, tenendola sulle spalle, la bara di Jacopo fino al cimitero la bara. Commosso all'omelia il parroco ha iniziato. «Ci stringiamo attorno alla famiglia, insieme ai giocatori della sua squadra, agli amici, agli studenti della sua scuola». Un pensiero ai genitori e la sorella. «Carissimi Pietro, Sandra e Elisa, posso garantirvi che questo è un giorno che anche un parroco non vorrebbe mai vivere». Dopo avere elencato una lunga lista di giovani morti prematuramente lasciando le famiglie nella disperazione padre Roberto ha aggiunto. «Sui giornali ho letto testimonianze che confermano quanto sia stato buono Jacopo. Ma l'ultimo pensiero lo voglio rivolgere ai tanti ragazzi che si sono stretti continuamente, giorno e notte, attorno alla bara di Jacopo. A loro dico grazie perchè ci hanno insegnato molto. È facile parlare male dei giovani ma a loro devo dire: " Ci avete insegnato quanto c'è di buono in voi"». Il religioso ha poi invitato a pregare per Federico, l'amico di Jacopo che lotta per la vita. La fine dell'omelia è stata accolta da un lunghissomo applauso. Il momento dei ricordi. Dei messaggi degli amici per Jacopo: «Ragazzo speciale, sempre disponibile».
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