Attenzione
Quei genietti che sognano il S. Anna
Paola Silvi
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La sala con gli studenti e in alto (accanto al titolo) Filippo Ceccanti Premiati all'Iti gli studenti più bravi: «Secchioni? No abbiamo tanti interessi»
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PONTEDERA. Per loro lo studio non ha segreti. Sono i 34 studenti più bravi dell'Itis Marconi che, a sentirli, per essere i primi delle rispettive classi dell'istituto pontederese, "studiano quanto basta". Guidati dal "bravissimo in assoluto" Filippo Ceccanti diplomato a giugno con 100 cum laude e adesso a ingegneria meccanica, sono stati premiati con un assegno da 115 euro dal preside Pierluigi Robino. Le medie dei voti di questi ragazzi, sogno di tutti i genitori e dei prof, sono da capogiro. Sulle pagelle piovono dieci e i curricula scolastici parlano da soli. Ma ad un rendimento decisamente brillante, i geni della tecnica e dell'elettronica, sparsi nelle classi prime, seconde, terze, quarte e quinte, riescono ad unire anche la pratica di uno sport o di una grande passione. Sorpassato il cliché del "secchione" che non alza mai la testa dai libri, loro sanno organizzarsi la giornata, hanno mille interessi e spaziano con naturalezza dallo studio agli amici. «La ricetta giusta sta nell'unire l'utile al dilettevole», spiega Alessandro Gabellieri promosso l'anno passato con il 9,45 di media. Alessandro vorrebbe entrare al Sant'Anna ma per il momento, in attesa di affrontare la maturità, si gode il suo amore per l'elettronica. «Ha sempre avuto gli obiettivi chiari - conferma anche mamma Marilisa - e fa di tutto per raggiungerli». Stessa costanza e identica determinazione per Marco Zeni, ex quarta elettronica che, fra un otto o un nove fisso, ha tempo da dedicare al canottaggio o per Jessica Gorini, oggi in quarta liceo tecnologico. «Ci vuole costanza», ammette Jessica, che da grande vorrebbe approfondire gli studi in ambito medico, mentre seduto poco più in là, Tommaso Signorini in seconda AE minimizza il suo scrutinio da record. Il dirigente scolastico chiama e a turno i ragazzi si alzano, seguiti dall'applauso di parenti e amici, e ritirano l'attestato e il contributo. E per una volta l'eccellenza paga, proprio in tutti i sensi. Non solo moralmente ma anche economicamente. «Il nostro assegno - dice Robino - nato da un'idea dei genitori ha un valore simbolico. Serve da stimolo e da incentivo per continuare nell'impegno e nella formazione». Così, ad essere un piccolo Einstein ci si guadagna. Ci si guadagna soldini sonanti ma anche bonus spendibili in attività extracurriculari come laboratori di approfondimento e viaggi d'istruzione. Sempre all'Itis ne hanno usufruito ben 143 alunni. Filippo Ceccanti poi ha intascato il premio dell'istituto e il riconoscimento di 500 euro del Ministero. «Sono felice - dice il centista con lode, ammesso all'esame di maturità con 10 in ogni materia - perché il mio percorso qui è stato molto bello. Una escalation. Con i miei compagni e con i prof. Ora spero di finire l'Università in pari». E il futuro? «Me lo immagino nel mondo dei motori», chiosa, lontano anni luce dalla figura del carcerato inchiodato alla scrivania fino a notte fonda.
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