Presentato al teatro Era il docu-film Ho sofferto dInsomnia
La storia fatta di ricordi a ritmo di techno-music
Andreas Quirici
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Tommaso Cavallini e Andrea Giovannini, gli autori 3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. La musica, i colori e le testimonianze di un tempo che fu, ma che è comunque memoria storica di un'epoca che ha fatto di Ponsacco e della Valdera uno dei punti di riferimento delle mondo delle discoteche a livello nazionale. Tutto questo è "Ho sofferto d'Insomnia", il docu-film di Tommaso Cavallini e Andrea Giovannini, proiettato l'altra sera al teatro Era. Ottanta minuti, che devono ancora essere ultimati, in cui scorrono filmati d'epoca dal 1989 in poi e che riguardano i famosi afterhour organizzati dall'art director Antonio Velasquez e che attiravano ragazzi da tutta Italia. Personaggi storici del locale come i vocalist Franchino, Luca Pechino o Ziggie Il Giullare, dj come Miki, Farfa, Mario Più, ma anche pr, vecchi frequentatori, gli imprenditori che gestivano la discoteca, come la famiglia Citi, ricordano i vecchi tempi e il fenomeno che oltrepassò i confini della provincia di Pisa facendosi un nome nell'ambiente della vita notturna. «Abbiamo inventato un genere - ripete spesso Antonio Velasquez - specie quando venne a esibirsi da noi il Principe Maurice e la sua animazione shock-teatrale». E lo stesso "principe" ricorda nel film quando interruppe la musica e fece sparare a tutto volume 20 minuti di brani d'opera remixati con il pubblico attento a seguire note e parole. Sala piena, quella del teatro Era, con applausi e risate durante le interviste dei volti noti, ma anche battimani al ritmo della musica più conosciuta. L'Insomnia ha rappresentato uno dei tanti punti di rottura nel mondo della notte, con personaggi famosi che si esibivano (Moana Pozzi che dovette scappare per via dei «fan troppo focosi», come da ritaglio del Tirreno inserito nella sequenza d'immagini) o ragazzi qualunque che sceglievano le Melorie per dar sfogo alla propria creatività. Tra le varie testimonianze c'è quella di un prete con tanto di tatuaggio del simbolo dell'Insomnia che, prima di prendere i voti, era un assiduo frequentatore. Parlando di quei tempi rammenta l'uso di droghe che faceva allora, aprendo un capitolo doloroso del locale, ma impossibile da non citare. Così come i problemi di ordine pubblico con cui gli abitanti della frazione ponsacchina hanno convissuto per anni. E ancora i blitz delle forze dell'ordine con la droga che volava a terra prima delle perquisizioni, ma anche le tantissime persone che in occasione dei "fuori orario" arrivavano da tutta Italia bloccando la Fi-Pi-Li. E poi la testimonianza di Maurizio Agliana, che venne rapito in Iraq, ma che faceva il "buttafuori" all'Insomnia e anche la citazione di quella ragazza che non venne fatta entrare nel locale per il suo abbigliamento che fece il giro di giornali e televisioni nazionali. «Questo lavoro è memoria storica di un territorio», ha detto l'assessore allo sviluppo economico del Comune di Pontedera Stefano Tognarelli. «Dobbiamo ancora finirlo per bene - ha detto Andrea Giovannini, a cui è venuta l'idea di realizzare questo film- documentario - ma vederlo su grande schermo è stata una vera emozione». Tommaso Cavallini, il regista di «Ho sofferto d'Insomnia» è al suo secondo film dopo aver diretto «La Marea Silenziosa». Due film diversi tra loro, «ma che rappresentano una grande palestra», come spiegato dallo stesso Cavallini. «Nel secondo ho avuto praticamente carta bianca - ha sottolineato il regista - per sfogare la mia creatività». A primavera l'uscita del Dvd e poi dovrebbe cominciare il tour nei cinema delle città da cui partivano i pullman diretti all'Insomnia nei tempi d'oro. In programma anche il tentativo di venderlo alle tv.
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