Finanza
Caso Solvay, appello a Grillo
Andreas Quirici
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Beppe Grillo in una recente apparizione a Castelfranco Il Comitato vuole accendere i riflettori sulla "battaglia" di Saline
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VOLTERRA. Il Comitato per la difesa della Valdicecina si rivolge a Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle, per la sua battaglia contro quelle che giudica le inadempienze della Solvay nell'estrazione di salgemma. Al noto personaggio televisovo, infatti, è stato consegnato un approfondito dossier in cui vengono ricapitolati tutti i passaggi della storia tra la multinazionale belga e il territorio di Volterra e dintorni, con la speranza di accendere i riflettori dell'opinione pubblica nazionale anche su questa vicenda che tanto sta facendo parlare nelle ultime settimane. Il dito del comitato è puntato contro il contratto tra l'Ente tabacchi italia (Eti) e la stessa Solvay, firmato sottotraccia nel 1996 e che non è mai stato applicato per intero per «l'opposizione di cittadini e associazioni», come si legge nel dossier. Nella documentazione consegnata a Grillo si spiegano le preoccupazioni dovuta all'inquinamento che l'estrazione massiccia di salgemma produrrebbe, lo sfruttamento della falda acquifera che deriverebbe (e che deriva) dall'attività di Solvay e i problemi di subsidenza - «sprofondamenti del terreno irregolari e protratti nel tempo» scrivono gli esponenti del comitato -, che si aggraverebbero con l'attuazione completa del contratto. Il riassunto della vicenda parla anche della commissione che venne istituita per valutare l'impatto ambientale che lo stesso contratto avrebbe avuto in Valdicecina e che emise un parere negativo. In più è citata anche la contro-commissione che si espresse favorevolmente all'accordo, ma che l'opposizione dei residenti bloccò di nuovo, aprendo un iter fatto di giudizi da parte della Regione e contromosse di Solvay, senza che la vicenda trovasse una soluzione definitiva. E poi la descrizione dei fatti recenti, dal 2004 al 2011, con l'inserimento nella partita di Wwf e Italia Nostra che si mettono di traverso al progetto di realizzare un invaso in località Puretta, che avrebbe consentito l'equilibrio idrico. «Un progetto scellerato e incapace di soddisfare qualunque utilità pubblica - si legge nel dossier -, che andrà a distruggere uno dei luoghi più belli e meglio conservati della Toscana».
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