Il Tirreno

Pontedera

Quando la coppia dura mezzo secolo

Guido Bini
Quando la coppia dura mezzo secolo

Un premio a chi s'è sposato nel 1961: a Cascina sono addirittura 129

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 CASCINA. Sono 129 le coppie residenti nel comune di Cascina che nel 2011 hanno tagliato il traguardo dei 50 anni di matrimonio. «Una prestazione atletica non di poco conto», ha scherzato l'assessore agli affari generali Alessandro Ribichini che ieri, in una cerimonia ufficiale nell'aula del consiglio comunale, ne ha ricevute una prima metà. Oggi si replica sempre a Cascina, con la seconda metà delle coppie da festeggiare, cosi come al Comune di Vicopisano, dove sono attese 28 coppie. Ad ogni coppia consegnata una pergamena e una rosa rossa, quest'ultima alla signora. A seguire una foto ricordo e l'applauso della platea, formata quasi esclusivamente da persone convolate a nozze nel 1961, anno in cui Adriano Celentano impazzava nelle balere con 24mila baci e Nata per me?. Tra le festeggiate poche coppia originarie di Cascina e molte arrivate nel corso degli anni dai comuni limitrofi, soprattutto da Pisa. Tra le cascinesi doc le coppie formate da Giuliano ed Erda Cipolli, da Franco e Franca Benedettini, e da Moreno e Carla Benedettini.  Quasi tutti raccontano di aver festeggiato le nozze d'oro senza troppi clamori, ma almeno con una cena in famiglia. Un'occasione in più per radunare tutta la discendenza, che in qualche caso arriva già ai pronipoti. «Noi abbiamo festeggiato ad aprile - raccontano Loredano e Giovanna Giaconi, dal 72 stabilitisi a Badia - con una cena in famiglia, vale a dire con le nostre due figlie e le due nipotine». Nessun viaggio e soltanto una cena in casa anche per Faostino e Maria Rita Guainai di Navacchio: «Siamo giunti a un età - scherza la moglie - che si sta bene anche a casa». E sempre con una festa in casa, ma doppia, hanno festeggiato le sorelle Giovanna e Rossana, entrambe sposatesi nel 1961 rispettivamente con Gianfranco Campigli e Corrado Del Buono.  Purtroppo, molte coppie non hanno risposto all'invito del Comune. Ha fatto piacere trovare fra i presenti Dealdo e Vanetta Alberti, genitori di quel Maurizio Alberti scomparso nel 1999, cui oggi è dedicata la curva Nord dello stadio di Pisa. Un dolore, quello della scomparsa di un figlio, che Dealdo e Vanessa sono riusciti ad affrontare soprattutto grazie all'unità della famiglia. «Sono cose che non si superano mai - racconta Deldo - ma sc'è l'unità della famiglia si trova anche la forza di andare avanti».  A tutte le coppie un messaggio dal sindaco Alessio Antonelli: «Trascorrere così tanti anni insieme fianco a fianco - ha scritto -, condividere le gioie e le difficoltà di un cammino comune, è un segnale forte che queste coppie danno ai nostri giovani e che merita di essere valorizzato e celebrato. In un'epoca come la nostra in cui l'individualismo impera, la capacità di questi nostri concittadini di stare insieme rappresenta un'ancora di salvezza contro lo sfaldamento complessivo della società».

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