Il Tirreno

Pontedera

L’INTERVENTO

La cultura ha bisogno d'investimenti e non certo di polemiche sterili

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 Credo che a Pontedera si investa nell'arte e nella cultura meno di quello che si dovrebbe, perché se c'è miseria a livello economico, di certo ce n'è altrettanta a livello culturale. In altre città d'Europa a cui guardiamo con ammirazione è ben visibile l'impegno persistente delle amministrazioni, nonostante le difficoltà coi bilanci, ad elevare gli spazi urbani a luoghi di confronto vivibili e godibili, consapevoli del forte impatto che questi investimenti hanno e avranno in termini di qualità della vita per i residenti e d'attrattiva per i visitatori.  Certo, Pontedera non è un luogo d'arte, ma da tempo l'arte è diventata un tema caro ai cittadini, sulla scia di investimenti coraggiosi in opere significative come quelle di Cascella, di Carmassi, di Baj, di Vangi e di altre che hanno reso la città più ricca e più bella.  Si può contestare il fatto che alcune installazioni siano state troppo sperimentali ed effimere, talvolta contestabili (a parer mio a ragione), ma bisogna ammettere che il percorso fatto ha avuto nel suo complesso un certo rilievo.  Ora, siamo a Natale. Con meno di 0,75 euro a testa gli abitanti potrebbero regalarsi una statua da mettere nel loro salotto. Date retta: se non fossero state ripristinate piazza Garibaldi, piazza Belfiore, piazza della Stazione e a suo tempo ristrutturato il centro storico, oggi ci ritroveremmo a vivere in una città fredda e inospitale.  Ci dovremmo chiedere: perché la nostra città non può essere parte della nostra vita? Immaginate la scarsa attrattiva che eserciterebbero i nostri negozi collocati all'interno di una città morta, in un momento di crisi, nonostante gli sforzi in cui si prodigano gli stessi commercianti nell'allestire con decoro le loro vetrine e contribuire all'illuminazione per le feste.  Partendo dal presupposto che i beni essenziali siano esclusivamente quelli materiali, allora, dico, perché non tagliare anche la Notte Bianca, la Festa del Commercio e tutto quanto si possa considerare in quest'ottica superfluo.  Detto questo, mi domando: può una polemica essere più sterile di quella montata sui ventimila euro spesi dal Comune per la statua del Sete Sois Sete Luas?  Dall'opposizione mi aspetto altro, qualcosa di più sostanzioso e soprattutto qualcosa di diverso su cui dibattere per fare veramente l'interesse del "pontaderese".  Rivolgo anche un appello all'amministrazione comunale: che se possibile aumenti gli investimenti nella cultura, e un secondo appello ai cittadini più sensibili affinché dimostrino il loro attaccamento alla città anche attraverso la presenza nei luoghi dove si svolgono le manifestazioni culturali.  Per ultimo voglio invitare pubblicamente Giacomo Zito e Domenico Pandolfi ad organizzare con noi, nello spazio neutro della galleria "Il Germoglio", un dibattito sul tema di quanto vale l'investimento sull'arte. Manrico Mosti Galleria "Il Germoglio" Afram per l'Arte

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