Attenzione
In 400 per dire no al razzismo
Nilo Di Modica
Una fiaccolata di solidarietà ha attraversato il centro
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SANTA CROCE. "No al razzismo, restiamo umani". Una scritta che ieri sera ha attraversato le strade del centro storico alla testa di ben quattrocento persone. Tanti infatti sono stati i partecipanti alla fiaccolata indetta da sindacati, partiti e associazioni del territorio in solidarietà con la comunità senegalese, che ieri era stretta dietro allo striscione di testa. Il tutto alla presenza di numerosissimi esponenti della politica, del mondo del lavoro e delle amministrazioni, con il sindaco Osvaldo Ciaponi e la sua giunta, ma anche il presidente della Provincia Andrea Pieroni, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e il segretario provinciale della Cgil Gianfranco Francese. Un folto gruppo, fiaccole alla mano, che dopo i tragici fatti di martedì scorso a Firenze ha voluto esprimere la sua vicinanza alla comunità colpita, vero pezzo di storia recente per la zona del Cuoio ed il comune. La comunità senegalese è infatti radicata da anni ed esprime nei numeri dell'anagrafe alcuni dei livelli più alti della regione: ben 3.106 immigrati su 14.500 abitanti totali, nei quali il Senegal conta quasi 800 elementi, il 6% della popolazione santacrocese e oltre il 25% di quella straniera, col 12% degli addetti nel settore conciario. Numeri che sono stati ricordati anche dal sindaco Osvaldo Ciaponi, alla fine del corteo, sul palco allestito in piazza Garibaldi. «"Follia" è una parola dietro la quale ci rifugiamo troppo spesso - ha dichiarato il primo cittadino -. Quella di Firenze è invece stata una folle, ma lucida e determinata volontà. Una cosa che parla a tutti noi di una cultura che per troppo tempo ha parlato con il linguaggio del respingimento, della politica spicciola e fallimentare dell'esclusione». Pochi i cartelli lungo il corteo, che compostamente e silenziosamente ha sfilato fra i gonfaloni dei Comuni della zona e le bandiere, tra le quali, ovviamente, quella del Senegal la faceva da padrone. Molte le parole spese dai tanti rappresentanti della comunità senegalese, fra sconcerto, rabbia, ma anche perdono e voglia di cambiare le cose. «Qualche giorno fa non è stata colpita solo la nostra comunità senegalese - ha dichiarato dal palco Dia Papa Demba, presidente del consiglio degli stranieri -. Tutta la Toscana è vittima di questo fatto. Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche». Grande argomento della serata e filo conduttore di molti interventi, da quello di Francese in poi, anche la campagna "L'Italia sono anch'io", che proprio in queste settimane in tutto il paese sta approntando una raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare volte a riformare il diritto di cittadinanza. «Non siamo venuti in questo paese per tornare in una bara - ha gridato Matar Ndiaye, vice presidente della comunità senegalese di Pisa -. Siamo qui per migliorare la nostra vita, sognando di contribuire tutti insieme a far fare a questo paese un passo avanti. La politica c'è, ma è soprattutto la testa della gente che deve cambiare».
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