Il dolore
Torba, emergenza finita
Giacomo Pelfer
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La zona allagata Toti: «L'allagamento della zona è stato determinante»
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CASTELFRANCO. La torba non fa più paura. Lo annuncia il vicesindaco di Castelfranco Gabriele Toti: «Il problema è risolto», dice, indicando quei terreni che per più di tre mesi hanno esasperato gli abitanti della zona e tenuto alle strette l'amministrazione comunale. L'autocombustione della torba si è spenta gradualmente negli ultimi giorni, grazie alla decisione di allagare la zona con una barriera nel canale Navareccia, che corre a lato della Bientinese. «Anche i pochi fumi che si potevano scorgere fino a pochi giorni fa - dice il vicesindaco - ormai non si vedono più. La pioggia di questi giorni ci ha dato una mano, ma senza la barriera non avremmo risolto il problema. Data la situazione, l'ipotesi di utilizzare delle idrovore per portare altra acqua nella zona interessata non è più necessaria». Una vittoria per l'amministrazione, al termine di una battaglia iniziata il 25 agosto scorso, con il grande incendio di sterpaglie lungo la Bientinese, causato dai freni difettosi di un camion in transito sulla Provinciale. Era solo l'inizio di una vicenda singolare, segnata nelle prime settimane anche dalla scoperta di una discarica abusiva, che ha costretto il Comune alla messa in sicurezza (circa 10mila euro), nella speranza di rivalersi poi sui responsabili. Infine ci si è messa la torba, con la sua lenta e costante combustione sotterranea, i cui fumi hanno messo in allarme gli abitanti e costretto a più riprese al blocco del traffico sulla Bientinese. «In tre mesi - dice Toti - il Comune di Castelfranco ha dovuto fronteggiare il problema il maniera isolata, nonostante i ripetuti appelli: dal Ministero alla Regione, dalla Protezione Civile alla Provincia. Siamo stati lasciati soli. Non è stato facile dare corpo alla nostra idea di allagare la zona, soprattutto per le perplessità della Provincia e del Consorzio di Bonifica, che comunque si è mosso dopo la nostra ordinanza nella quale ci assumevamo piena responsabilità. Il momento più brutto, in tutta la vicenda, è stato l'atto di manomissione di due domeniche fa». Toti suggerisce anche una strategia per evitare che il problema possa ripetersi in futuro: «Intanto - dice - dobbiamo codificare i comportamenti da seguire. Suggerisco poi un tavolo con Provincia e Regione per decidere che fare di questa zona: questi terreni andrebbero coltivati, o utilizzati in parte per creare zone umide all'interno del padule». Rimane aperta, adesso, la questione degli eventuali effetti sulla salute: le Asl di Empoli e Lucca stanno distribuendo un questionario tra gli abitanti di Orentano, Altopascio e Porcari per tracciare un quadro dei disturbi e delle patologie riscontrate negli ultimi mesi.
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