Sicurezza
Previsto nella pista di Pardossi, Picchi: «Non ha ragione desistere»
L'assessore frena sul progetto della centrale a biomasse
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Antonio Giannetta, proprietario della Tenuta Isabella di Pontedera 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Balza di nuovo all'onore della cronaca il progetto dell'autodromo intitolato a Giovannino Agnelli, la cittadella dei motori da svariati milioni di euro che dovrebbe nascere nella Tenuta Isabella, di proprietà del noto imprenditore Antonio Giannetta. Nel progetto, come sappiamo, sono contemplati vari impianti di produzione di energia: il più importante è una centrale che dovrebbe funzionare con la combustione di olio vegetale. Erogando un apporto elettrico di cinque megawatt. «Perché connessa all'autodromo continua a essere in programma una centrale a biomasse che fornirà luce per 5 megawatt, quando il fabbisogno è nell'ordine delle decine di kilowatt?», aveva domandato all'assemblea di consulta il geometra Giovanni Orsini, responsabile del comitato dei residenti. Proprio qui sta il nodo da sciogliere, con la decisa e netta presa di posizione da parte dell'amministrazione provinciale e dell'assessore all'ambiente Valter Picchi. «Ritengo che il progetto, così come presentato, andrebbe a pesare inutilmente sul bilancio ambientale dell'area, in quanto sovradimensionato rispetto al fabbisogno energetico dell'autodromo». Altra questione da chiarire rimane quella della filiera corta: la convenzione stipulata fra Pluris e comune di Pontedera impone difatti il reperimento del materiale combustibile in un raggio di settanta chilometri intorno a Pardossi. «È chiaro che, attualmente, non c'è la possibilità che l'accordo possa essere rispettato. La nostra provincia non offre la quantità di carburante necessaria ad alimentare una richiesta di cinque megawatt». Sulla questione il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, aveva già espresso il suo parere: prioritaria è la pista. Sulla centrale a biomasse, invece, c'è una convenzione che regola tutto: se non sarà rispattata, aveva detto Millozzi, tempo addietro, non si darà il via al progetto. «L'investimento in rinnovabili ha un senso solo se la filiera di reperimento rimane corta - dice - Nella circonferenza di quei 70 chilometri che abbiamo concordato con la convenzione. Se le condizioni ci sono, la convenzione rimane in vigore». Ma anche nelle parole del sindaco, il pessimismo sembra l'atteggiamento prevalente. «Penso che trovare il biocombustibile in questo range sia davvero molto difficile. Staremo comunque a vedere».
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