Attenzione
IN COMMISSIONE
Dubbi sull'inchiesta del consiglio comunale
N.D.M.
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Fabio Corsi, consigliere comunale del gruppo Comunisti uniti a San Miniato 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Una vicenda che, fra querele e veleni, dovrà passare al vaglio anche della commissione d'inchiesta, che fra polemiche e spaccature lo scorso fine novembre ha trovato il suo presidente nella persona di Michele Altini, consigliere del Pdl. Un consesso sul quale Corsi, anche in qualità di membro, esprime forti dubbi. «Abbiamo chiesto formalmente che non fossero coinvolti personaggi che a vario titolo, direttamente o indirettamente, hanno avuto a che fare con la faccenda che dovremo analizzare», dice Corsi riferendosi al capogruppo del Pd Simone Giglioli. Commissione che bolla come «monca», anche a seguito di alcune decisioni relative ai meccanismi con cui dovrà funzionare. Impossibili le audizioni di soggetti terzi, anche da parte di coloro che spontaneamente volessero portare la propria testimonianza. «È stato negato il permesso di presenziare ai cittadini e ai comitati coinvolti - spiega il consigliere - tutti soggetti che sicuramente avrebbero potuto dare importanti contributi e che il Pd ha invece voluto escludere, stravolgendo il regolamento comunale e chiedendo la maggioranza assoluta dei presenti in commissione per le sedute, quando la norma non lo prevede, in modo da decidere su tutto in merito agli ordini del giorno e censurare alla necessità». E conclude: «Tutte cose molto gravi e con le quali dovremo fare i conti nei nostri lavori, che serviranno a chiarire come, in una situazione di vuoto legislativo, si sia cercato di organizzare il consumo di oltre 70 ettari di territorio sanminiatese».
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