Il Tirreno

Pontedera

Cartelli e striscioni in aula. Prima del voto tanti abbandonano la scena

Dalla protesta alla delusione in 50 per bloccare il progetto

Il presidente Andrea Pieroni ai banchi della giunta provinciale
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Il presidente Andrea Pieroni ai banchi della giunta provinciale

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 CASTELFRANCO. Erano almeno una cinquantina i cittadini arrivati ieri a Pisa per portare, anche in consiglio provinciale, il sentimento di una protesta che prosegue ormai da più di un anno. Cartelli, slogan e striscioni hanno fatto da cornice alla seduta. Una partecipazione massiccia, per rimarcare, a pochi giorni dalla manifestazione di sabato, tutta la rabbia e la delusione verso la posizione assunta dalla Regione. Alla fine è prevalsa la delusione, verso una posizione della maggioranza che, a detta dei presenti, non combierà di molto la situazione. In tanti, poco prima del voto, hanno iniziato a lasciare l'aula per protesta, lanciando accuse e critiche all'indirizzo dei consiglieri.  «Ufficialmente si sono espressi tutti per il no all'impianto - ha detto Aurora Rossi, presidente del Comitato antinquinamento - ma adesso è necessario che la decisione tecnica tenga conto della posizione politica». «Credo che ci siano anche aspetti tecnici sui quali far valere un no all'impianto - ha aggiunto Luca Scarselli dell'Unione Inquilini -; gli strumenti per un tentativo ci sarebbero: basta la volontà politica». Si respirava forte, tra il pubblico, il senso di delusione per la situazione che si è venuta a creare, soprattutto per chi ha preso parte al processo partecipativo, e che ieri era a Pisa per chiedere il rispetto di una posizione assunta dopo mesi di studioe sacrifici. «Ci hanno delegittimato - ha detto Angiolino Martinelli -; ci sentiamo umiliati e derisi». «Dalla Provincia, che conosce molto bene la nostra zona - ha aggiunto katia Camarlinghi - ci aspettiamo più rispetto per il territorio. Viviamo già a contatto con tre depuratori e un inceneritore; è giunto il momento, soprattutto per la politica, di inziare a preoccuparsi anche delle future generazioni. Che territorio vogliamo lasciare ai nostri nipoti». «Un tempo quella zona era un giardino, adesso non ci cresce più niente», ha sottolineato Michele Calò, anche lui tra i giurati del processo partecipativo. «Se fanno anche quest'impianto vendo casa e me ne vado - ha assicurato Paolo Meioli, residente a Santa Croce -. Ho due bimbe piccole che soffrono entrambe di asma, e i pediatri raccontano che i casi sono in aumeto. Se realizzano il pirogassificatore della Waste poi ne arriveranno altri, e tutto questo sensa sapere chi e come effettuaerà i controlli. Del resto, anziché rafforzare l'Arpat locale abbiamo già assistito ad un ridimensionamento. E' una situazione che non possiamo più tollerare: dobbiamo lottare fino alla fine». G.P.

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