Attenzione
Alla consultazione hanno partecipato circa 400 addetti su poco più di 500 dellistituto di credito volterrano
Cassa, i dipendenti vogliono una svolta
Manolo Morandini
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Una veduta della direzione generale della Cassa di risparmio di Volterra Sondaggio in azienda dei sindacati: scarsa fiducia nell'attuale management
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VOLETERRA. Lacune profonde. Errori determinanti. Sono gli elementi che «hanno condizionato negativamente il recente passato e una contingenza che, proprio perché difficile, meriterebbe una ben più efficace strategia». È l'immagine a tinte fosche che danni i dipendenti della Cassa di risparmio di Volterra della loro azienda. Il giudizio emerge da un volantino che i sindacati Fabi, Fisac-Cgil e Fiba-Cisl hanno distribuito nelle 72 filiali della Cassa. Una nota in cui le organizzazioni sintetizzano i risultati del sondaggio sulla Cassa effettuato tra i dipendenti e a cui hanno aderito circa 400 addetti su poco più di 500. Un campione che sfiora l'80% dei lavoratori, per tastare il polso sulla direzione di marcia dell'istituto di credito volterrano. Alla Cassa «serve una svolta». È il responso che i sindacati definiscono «impietoso» e che non lascia spazio a interpretazioni sul sentimento espresso dai colleghi. Che aggiungono: «Dalle risposte dei dipendenti si evince una scarsa fiducia nell'attuale management, non ritenuto adeguato alle difficoltà del momento». Una critica senza sconti alla gestione del presidente Giovanni Manghetti e del direttore generale Roberto Pepi attraverso un sondaggio anonimo che ha scattato una fotografia ad ampio spettro su clima di lavoro e organizzazione aziendale, estesa alla direzione generale e a tutte le filiali. «L'immagine restituita dalle risposte dei lavoratori non lascia dubbi di sorta in merito al clima lavorativo e alle percezioni riscontrate», affermano i sindacati nella nota. E aggiungono: «La Cassa è vista dai colleghi come un'azienda che non incoraggia i dipendenti alla discussione dei propri dubbi e alla critica costruttiva, la risposta è inequivocabile l'82,5%, dove gli slogan spesso prevalgono sul buon senso e sulla realtà dei fatti, un'azienda che ha cambiato radicalmente il proprio modo di porgersi con dipendenti e clientela, scegliendo una dimensione dove i messaggi prevalenti sono orientati alla massimizzazione dei profitti, l'81% delle risposte manifesta questa convinzione». Un esito "scottante" e passato sottotraccia. Il volantino sindacale è del 17 ottobre. «I colleghi troppo spesso si sentono inadeguati e lamentano una scarsa soddisfazione quotidiana dal lavoro, un lavoro che è cambiato, la cui pianificazione non sembra peraltro facilitata dalla nuova organizzazione aziendale, con sempre maggiori rischi di commettere errori». Una voce difficile da ignorare. Nel documento si legge anche di azioni di «boicottaggio» per far saltare la consultazione. «L'azienda è vista come poco disposta al confronto e assolutamente indisponibile a rivedere le proprie decisioni ammettendo i propri errori, pronta semmai a soffocare con pesanti ritorsioni ogni minima forma di dissenso o di costruttiva critica».
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