Il Tirreno

Pontedera

Calciatore ucciso dalla meningite a soli 19 anni

Pietro Barghigiani
Il giocatore di 19 anni ex Ponsacco morto a causa della meningite; lo striscione dei compagni di squadra esposto nei giorni scorsi
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Il giocatore di 19 anni ex Ponsacco morto a causa della meningite; lo striscione dei compagni di squadra esposto nei giorni scorsi

Non è mai uscito dal coma l'ivoriano colpito dal virus. L'anno scorso aveva militato nel Ponsacco

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 PONSACCO. La malattia ha vinto la sua partita contro Vakaba Traorè, il calciatore di 19 anni della Costa D'Avorio, residente a Montecatini, ex calciatore del Ponsacco e ultimamente in forza alla Civitanovese (serie D), colpito da meningite virale. All'ospedale di Ancona è passato dal coma farmacologico alla morte gettando nella disperazione i genitori, i 5 fratelli e i compagni di squadra. Il ragazzo, un centrocampista di talento, era in prestito alla Civitanovese, ma di proprietà dell'Ascoli calcio. La scorsa stagione aveva giocato nel Ponsacco, sempre in serie D.  Sul sito della Civitanovese è apparso l'annuncio della società: «Il nostro Vakaba Traorè purtroppo non ce l'ha fatta. Ci tocca dare la notizia che non avremmo mai voluto scrivere. Nella tarda mattinata di oggi il cuore di Vakaba ha smesso di pulsare. L'annuncio è arrivato proprio nel mentre i compagni si stavano radunando per la seduta di allenamento. Attività sospesa. Alla famiglia di Vakaba le più sentite condoglianze per l'enorme tragedia».  Traorè era ricoverato in coma farmacologico dal 28 novembre per l'aggravarsi dei malori che lo avevano colpito un paio di settimane prima. La prima tappa era stata in una clinica privata di Civitanova Marche. Poi, però, vista l'estrema criticità delle condizioni cliniche, era stato trasferito ad Ancona per essere sottoposto a un intervento alla testa e dove i genitori sono rimasti al suo capezzale fino all'ultimo giorno sperando in un miracolo che non c'è stato.  Lo scorso 26 settembre era stato anche convocato nella nazionale under 19 del suo Paese, la Costa d'Avorio, per la partita contro il Gambia. I primi sintomi erano stati avvertiti lo scorso 13 novembre, prima del match contro l'Olympia Agnonese: Traorè non si era sentito bene. Dopo la visita al pronto soccorso dell'ospedale civitanovese era stato dimesso. Il verdetto dei medici era stato lapidario: «Il ragazzo non può giocare». Ma gli avevano diagnosticato una cistite. Quindi il ricovero, l'agonia in rianimazione e ieri mattina il sogno spezzato di una giovane vita. I familiari hanno chiesto copia delle cartelle cliniche.

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