Il Tirreno

Pontedera

Arno più sicuro da primavera

Gianni Rosini
Il cantiere al bacino di Roffia per la cassa di espansione
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Il cantiere al bacino di Roffia per la cassa di espansione

Fine lavori per la prima cassa d'espansione, si progetta la seconda

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 SAN MINIATO. Quei lavori, durati 12 anni, sulla prima cassa d'espansione dell'Arno, nel bacino di Roffia, sono giunti a un primo traguardo. Sarà completato a primavera 2012 il primo dei quattro lotti di un'opera stimata 66 milioni di euro.  Un primo passo sottolineato dai sindaci Gabbanini, Toni e Tempesti, rispettivamente di San Miniato, Fucecchio e Cerreto Guidi, alla presenza anche dell'assessore regionale all'ambiente, Annarita Bramerini, e del segretario generale dell'autorità di bacino dell'Arno, Gaia Checcucci.  La cassa d'espansione dei Piaggioni è ormai una realtà, grazie all'investimento e ai finanziamenti dei Comuni, della Provincia di Firenze e della Regione Toscana, per un ammontare di 17 milioni di euro. «Un risultato - dice Bramerini - che accogliamo con tanta soddisfazione, sia perché è frutto di una collaborazione tra Regione, Provincia e Comuni, sia perché è il primo passo per il compimento di un'opera di vitale importanza per la messa in sicurezza del territorio».  I lavori di progettazione per la seconda cassa d'espansione, sempre in località Roffia, sono già partiti e si calcola che le ruspe potrebbero iniziare a scavare già in primavera. «Il progetto per il secondo lotto di lavori - sostiene il dirigente per la pianificazione e sviluppo del territorio del Comune di San Miniato, Alessandro Annunziati - è già in fase di sviluppo e dovrebbe concludersi in primavera. Gli accordi prevedono un primo finanziamento di 460mila euro che verrà stanziato all'inizio dei lavori. E indicativamente il secondo lotto dovrebbe essere concluso nella primavera del 2016 a fronte di una spesa complessiva di 19 milioni di euro».  Gaia Checcucci si complimenta per il risultato ottenuto, ma vuol sottolineare anche quelle che sono state le difficoltà che hanno portato a così lunghi tempi di realizzazione. «Se si considera - dice - che ci sono voluti solo tre anni di lavori e nove tra studi, permessi, espropri e progettazione, si nota come in futuro questi tempi possano sicuramente essere ristretti. Affidare i lavori alle amministrazioni comunali, che conoscono meglio la cittadinanza e il territorio, ha dei pro e dei contro. Mi auguro che gli errori compiuti servano da lezione per far sì che i prossimi lotti vengano realizzati più celermente, anche se non posso che complimentarmi per l'ottimo lavoro svolto dal Comune di San Miniato.».  La risposta si trova nelle parole del Sindaco Gabbanini. «Siamo giunti al 70% dei lavori di un opera che coinvolge una fetta di territorio di 70 ettari e che avrà una capienza di 9 milioni di metri cubi. Ci apprestiamo, inoltre, a iniziarne un'altra altrettanto importante». E conclude Gabbanini: «Le difficoltà sia tecniche che economiche, è innegabile, ci sono state, ma tutti questi anni di studio e progettazione sono serviti agli addetti ai lavori per capire al meglio come affrontare la situazione. Questo tempo è stato speso per vagliare al meglio ogni possibile scenario e non cadere in errori irreparabili».

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