Sicurezza
Due mondi chiusi in una mostra
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Marco Abbondanza (a destra) con Dario Fo a Palazzo Stefanelli Una pittrice ebrea e uno palestinese al Sete sois
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PONTEDERA. Un ponte culturale tra Israele e Palestina. È l'intento del Centrum Sete sois sete luas dove stasera alle 21,30 si inaugura la mostra "Signatures" con l'ebrea Yael Balaban e il palestinese Ashraf Fawakhry protagonisti di 80 quadri esposti fino al prossimo 17 gennaio. La pittrice è nata a Mosca da una famiglia ebrea e si è trasferita in Israele all'età di 12 anni, vivendo l'intero conflitto. A Pontedera espone 15 opere in cui è protagonista un fatto particolare accaduto al nonno che venne ucciso dal regime di Stalin, perché considerato una spia, prima di essere riabilitato anni dopo con un semplice documento. Sullo stesso documento c'era una firma del funzionario che la donna ha utilizzato per creare opere d'arte. Fawakhry, invece, propone 70 quadri in cui ricorre il tema dell'asino, animale usato come offesa dagli isrealiani nei confronti dei palestinesi, ma che l'artista vuole interpretare in maniera positiva come un elemento caparbio e in grado di portare a termine i compiti che gli vengono affidati. Fawakry è palestinese, originario della città di Mazra, nel nord d'Israele. I due artisti hanno incontrato anche gli studenti del liceo classico di Pontedera per realizzare laboratori di creatività. La mostra è collegata ad Haifa, un porto israeliano, dove il prossimo anno il Festival Sete sois sete luas di Marco Abbondanza farà tappa. All'inaugurazione di stasera si esibiranno i Tenores di Neoneli, provenienti dalla Sardegna e collaboratori di Elio e le storie tese, Angelo Branduardi e Ligabue, e l'Accademia della chitarra "Tamburini". Per l'occasione sarà aperto anche l'Art Café Sete sois sete luas con prodotti del Mediterraneo. La mostra sarà aperta tutti i giorni con ingresso gratuito escluso la domenica e i festivi dalle 16 alle 20, rimamendo chiusa dal 24 dicembre al 2 gennaio. A.Q.
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