Tre candeline sulla torta della Bretella in ritardo: doveva aprire nel 2008
Luciano Gianfranceschi
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Il pannello che annunciava la fine dei lavori per il 2008; sotto il nuovo ponte sullArno; a destra limmobile della farmacia di San Miniato Basso 3 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Correva l'anno 2006, come direbbe Carlo Conti, quando per la Bretella del Cuoio fu finalmente annunciata l'apertura del cantiere. Tempo di realizzazione, 2 anni, come si leggeva nel cartello dei lavori pubblici. Poi, a fine 2008, tale data fu cancellata. Ora, è sbiadito tutto il cartello, per le intemperie. Mentre se fosse uno dei responsabili sarebbe arrossito... di fronte a un ritardo che proprio in questi giorni è di 3 anni. E di una data definitiva di apertura al transito, non c'è ufficialità. Ma è meglio, visti gli annunci a catena di aperture, da parte dei tecnici della Provincia, continuamente disattesi. Osserva il sindaco del Comune di Santa Croce Osvaldo Ciaponi: «La Bretella del Cuoio verrà aperta entro la fine dell'anno, è ormai questione di giorni. Ho avuto notizie in tal senso dalla Provincia. Non è ancora certo se con inaugurazione, o intanto come apertura; comunque sono in corso le ultime rifiniture, come ad esempio la segnaletica». La nuova arteria, come noto, sarà comunque incompleta, senza i due braccetti laterali, verso via delle Confina e via Sant'Andrea. Ovvero, mancano i collegamenti diretti con le zone industriali di Castelfranco e Santa Croce? «Per ora sì, in quanto la spesa prevista per circa 850mila euro, di cui è stata interessata la Regione, spetterebbe ai Comuni, anziché alla Provincia, e non disponiamo di fondi. Speriamo nello sblocco del patto di stabilità. Ma intanto è importante che l'arteria diventi percorribile, e a giorni lo sarà. Ripeto, prima della fine di questo 2011». Di questa strada si parla, e si scrive, da 45 anni. Fu l'allora sindaco Adrio Puccini a proporsi di migliorare il collegamento con Ponte a Egola: che consisteva in una strettoia sotto la ferrovia, che quando pioveva allagava. La superstrada Fi-Pi-Li non esisteva, i camion carichi di pelli grezze arrivavano soltanto dall'autostrada, dunque da Santa Croce, e la sera tornavano indietro, anche da Ponte a Egola, carichi dei "colli" del conciato finito. Insomma, Puccini era stato lungimirante. Non altrettanto chi avrebbe dovuto realizzare la cosiddetta Bretella. Al momento della conferenza stampa d'inizio lavori, il 26 ottobre 2006, il sindaco Osvaldo Ciaponi la definì «un'opera fondamentale per alleggerire il traffico sul centro di Santa Croce e sull'attuale ponte dell'Arno», ricostruito dopo che il precedente era crollato successivamente alla disastrosa alluvione del 1966. Nella sala consiliare del municipio a Santa Croce, intervennero anche Andrea Pieroni, presidente della Provincia, Gabriele Santoni, assessore provinciale ai lavori pubblici, e l'ingegner Luca Della Santina, responsabile del servizio viabilità e trasporti della Provincia. In tutto, cinque chilometri d'asfalto e un ponte. «Avete presente il nuovo ponte sull'Arno a Pontedera, presso Ponte alla Navetta? Tre volte tanto. Oppure il ponte sull'Arno ai Ponticelli, tra Santa Maria Monte e Montopoli? Il doppio. Perché il ponte a Santa Croce ha una campata unica con una luce di 150 metri, mentre il viadotto è di 800 metri, in quanto scavalca non soltanto il fiume, ma anche la ex discarica Gronchi, sulla sponda sanminiatese, che non avrebbe retto ai paloni. E la sicurezza è importante, per il ponte più lungo tra quelli realizzati nel pisano», osservava qualche tempo fa il geometra Daniele Pocci, uno dei progettisti, braccio destro del direttore dei lavori, il geometra Alessandro Balsotti. Una spesa inizialmente prevista in 24 milioni di euro, per quella che viene definita da Ciaponi «una via per lo sviluppo del comprensorio».
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