Il Tirreno

Pontedera

L’apparecchio sulla Bientinese è causa del super lavoro degli uffici del giudice di pace di Pontedera

Quasi 300 ricorsi contro l'autovelox mangia-soldi

Cristiano Marcacci
L’autovelox sulla Bientinese che ha collezionato 23mila multe in 15 mesi
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L’autovelox sulla Bientinese che ha collezionato 23mila multe in 15 mesi

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 PONTEDERA. Super lavoro per l'ufficio del giudice di pace di Pontedera a causa dell'autovelox lungo la Bientinese, che dal giugno del 2010 fino alla fine di agosto del 2011 è stato autore di una vera e propria "carneficina" di automobilisti. Quasi 23mila, infatti, le multe comminate per eccesso di velocità.  Sulla base dei dati in possesso degli uffici legali della Provincia di Pisa (ente sotto la cui giurisdizione si trova la strada provinciale Bientina-Altopascio e, di conseguenza, l'apparecchio che sanziona chi oltrepassa i cinquanta chilometri all'ora), sono infatti ben 288 i ricorsi arrivati al giudice di pace dall'inizio dell'anno ad oggi. Si tratta di automobilisti che contestano la logica puramente sanzionatoria e nient'affatto preventiva che starebbe dietro all'autovelox e che ricorrono alla giustizia per una serie di motivazioni, tra cui la scarsa visibilità dell'apparecchio e dei cartelli che lo annunciano e il fatto che la strada non attraversi alcun centro urbano e che sia quindi illegittimo il limite di velocità fissato a cinquanta chilometri all'ora.  Indipendentemente dall'esito che avranno i ricorsi, alcuni dei quali si stanno discutendo proprio in questi giorni, la polemica sull'autovelox della Bientinese s'infiamma sempre di più. Anche perché è ormai prossima l'entrata in funzione di un secondo apparecchio sulla stessa strada, a poche centinaia di metri dal primo (all'altezza del bivio per Orentano) ma sull'altro lato della carreggiata.  Sull'argomento c'è anche un'interpellanza al presidente della Provincia da parte del consigliere d'opposizione (del gruppo Pdl) Giorgio Tamberi. «Quanto deciso dalla Provincia - afferma Tamberi - ha il sapore di un'azione volta a fare cassa a spese degli automobilisti, indirizzandosi sempre di più verso un sistema meramente repressivo e sanzionatorio anziché preventivo. Mi chiedo, ad esempio, per quale motivo non è stato deciso di impiegare gli oltre 8.000 euro stanziati per acquistare il secondo autovelox per installare dissuasori o segnalatori luminosi che indichino il superamento dei limiti di velocità, com'è possibile vedere su molte altre strade».

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