Il Tirreno

Pontedera

Primavera e autunno sono le stagioni ad alto rischio d’impatto per la maggior parte delle specie animali

Investire un cervo è come sbattere in un muro

Un cinghiale a lato di una strada
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Un cinghiale a lato di una strada

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 PONTEDERA. La primavera per il capriolo e l'autunno per il cinghiale, sono le due stagioni in cui si verificano la maggior parte dei sinistri. Non c'è differenza, invece, tra i diversi giorni della settimana.  Ma che cosa rischia un automobilista o, peggio ancora, un motociclista? Un'auto che procede alla velocità di 100 km/h necessita per l'arresto di uno spazio di circa 80 metri. Nel caso un cervo, che può arrivare a pesare fino a 250 chili, le attraversi la strada a una distanza di 60 metri l'impatto sarà inevitabile, avverrà alla velocità residua di 60 km/h e sarà come urtare contro un ostacolo del peso di 5 tonnellate. Ovvero, come sbattere in un muro.  L'Istat, rispetto alla casistica sul territorio nazionale, dice che la notte sulle strade extraurbane avvengono meno incidenti, ma più pericolosi. L'indice di mortalità assume i valori più elevati tra le 22 e le 6. Dopo le 18, inoltre, iniziano a diminuire gli incidenti legati agli altri motivi, ma aumentano quelli con la fauna.  L'andamento orario della sinistrosità con il cinghiale mostra un massimo tra le 19 e le 24, a cui è riferibile il 74% dei casi. Attivo al crepuscolo, di notte e all'alba. Si cura poco del traffico stradale mentre cerca il cibo. Durante le ore diurne si nasconde nel fitto sottobosco ed è per questo che gli incidenti avvengono difficilmente di giorno.  Gli incidenti con il capriolo si distribuiscono, invece, prevalentemente la mattina presto e la sera tra le 19 e le 20, fasce in cui si concentra il 67% dei casi denunciati. La primavera è a rischio per i movimenti dei giovani, nati l'anno precedente, verso nuovi territori.  Il periodo degli amori, estate o autunno a seconda delle specie, è caratterizzato da un aumento delle attività, da fasi territoriali e da maggiore mobilità. In inverno si possono avere migrazioni, verso minori altitudini, per il raggiungimento dei pascoli di fondovalle con spostamenti anche di notevole entità ed avvicinamenti alle strade per procurarsi il sale, ricercato dai cervidi, ovvero capriolo, cervo e daino, poiché fondamentale nella loro dieta.  A cadere spesso vittime di incidenti stradali sono il tasso, la puzzola, la faina, la martora e la donnola, che svolgono un ruolo insostituibile soprattutto per tenere sotto controllo numerico la popolazioni di roditori. Anche per l'istrice il traffico è una delle principali cause di mortalità, insieme al bracconaggio. Vittime degli investimenti sono anche i ricci, che hanno la tendenza a utilizzare le strade come percorsi per i loro spostamenti. In primavera per la ricerca del partner e in autunno per quella di un rifugio invernale.  Le strade urbane vedono un gran numero di vittime tra i merli e i passerotti. La civetta e il barbagianni sono le specie più coinvolte tra i rapaci notturni. Ed è soprattutto nel periodo riproduttivo che si registrano più impatti. M.M.

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