Finanza
LIMMOBILE DELLA FARMACIA
Il sindaco: «Nessuno spreco di denaro»
Gianni Rosini
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SAN MINIATO. Non c'è stato nessuno spreco di denaro pubblico nell'operazione che ha visto protagonisti l'Azienda speciale farmacie (Asf) di San Miniato e il Consorzio Etruria per la costruzione del nuovo edificio che a San Miniato Basso avrebbe dovuto ospitare, oltre alla nuova farmacia comunale, altri uffici pubblici e la nuova sede del Pd. A rassicurare i cittadini è arrivata, da parte del sindaco Vittorio Gabbanini, la risposta all'interrogazione presentata dai Comunisti Uniti per sapere quali garanzie economiche fossero state prese per evitare la perdita del milione di euro di pagamenti anticipati nei confronti del Consorzio Etruria. «C'è da dire - spiega Gabbanini - che il Consorzio Etruria è una società attualmente in concordato. Al momento dell'accordo, Asf (di proprietà comunale, ndr) stipulò una polizza fideiussoria con Unipol assicurazioni che prevedeva il rimborso totale di questi soldi in caso di mancata stipula del contratto definitivo per inadempienza o per sottoposizione del contraente a procedura concorsuale». Con Consorzio Etruria in concordato, quindi, Asf si è mossa, anche dal punto di vista legale, fino ad arrivare alla sentenza favorevole da parte del Tribunale di Pisa, per ottenere da Unipol il rimborso del milione di euro anticipato all'azienda. I Comunisti Uniti avevano chiesto anche chiarimenti riguardo ai costi degli affitti per gli uffici temporaneamente in attesa della nuova sede. «Tutti gli uffici - risponde il sindaco - sono stati dislocati in immobili di proprietà del Comune. Quindi si può dire che, comunque, i soldi non sono stati sprecati, ma soltanto spostati da Asf alle casse comunali». Ma che ne sarà dell'edificio di via Pizzigoni che ancora deve essere ultimato? «Attualmente - risponde Leonardo Rossi, presidente di Asf - è ancora di proprietà del Consorzio Etruria. È chiaro che noi siamo ancora interessati all'acquisto, dato che è stato costruito proprio per venire incontro a certe nostre esigenze. Aspettiamo, però, che l'input arrivi dall'azienda che deve decidere se vuol concludere i lavori e poi venderlo, oppure cederlo così com'è. Quando ci verrà comunicato, siamo pronti a sederci intorno ad un tavolo e discutere l'acquisto».
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