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Abbazia di San Savino, è lotta contro il degrado

Abbazia di San Savino, è lotta contro il degrado

Domani la manifestazione di denuncia dello stato di abbandono in cui versa il monumento

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 CASCINA. A voce alta in difesa dell'abbazia di San Savino. L'appuntamento è per domani, alle 16.30 in piazza dei Cavalieri a Pisa, dentro il Palazzo del Consiglio dei Dodici per una manifestazione di denuncia del degrado e dell'indifferenza generale che ruota attorno ad uno dei monumenti più straordinari eppure più malconservati della provincia di Pisa.  Luca Nannipieri, che è una figura di spicco della cultura a Pisa, direttore del Centro studi dell'abbazia di San Savino, collaboratore dei quotidiani Il Giornale ed Europa, ne ha parlato anche in una recente intervista al Tg2 della Rai e in più quotidiani nazionali. Domani, all'iniziativa, farà una lunga lezione di aperta denuncia di questa situazione che ormai si protrae da molti anni, qualunque siano le amministrazioni che si avvicendano nella conduzione della sfera pubblica.  Ad interloquire con Nannipieri ci saranno Angelo Biondi della Società italiana per la protezione dei beni culturali e Antonio Cerrai della Croce rossa italiana. Saranno proiettate foto che documentano l'avanzamento progressivo del degrado.  La manifestazione è organizzata dalla Società italiana per la protezione dei beni culturali, che è impegnata da anni nella salvaguardia e sensibilizzazione collettiva del patrimonio storico-artistico che versa in situazioni di pericolo o di abbandono.  L'abbazia di San Savino è uno splendido complesso monumentale che risale al XII secolo di origine benedettina e che è stato anche rivisitato nei secoli successivi dall'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, fino alla cessione ai privati in epoca moderna che ha segnato la sua decadenza attuale.  «È intollerabile lo stato di indifferenza istituzionale e di degrado materiale in cui versa uno dei più importanti monumenti della provincia di Pisa - afferma Nannipieri -. Pensare che si possa in campagna elettorale dire di lavorare per le bellezze del nostro territorio e poi non muovere un dito il giorno le elezioni fino alla fine della legislatura è un atteggiamento di astuzia politica che ti fa guadagnare voti ma fa sì che i problemi diventino ancora più gravi e insostenibili per chi ha a cuore il futuro e la dignità umana, culturale e civile della terra in cui abitiamo».

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