Sicurezza
La grande passione per i motori dellarzillo pensionato di Forcoli protagonista del programma La vita in diretta
A novant'anni guida ancora il go-kart
Sabrina Chiellini
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Lesibizione di Florio Monti e le foto-ricordo con gli amici L'esibizione dello storico meccanico Florio Monti davanti alle telecamere della Rai
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FORCOLI. Ha superato il traguardo dei 90 anni e guida ancora i go-kart. Con la stessa emozione di quando era un ragazzino e per divertimento costruiva i carretti di legno, prima di cominciare a costruire i modelli a motore, da lanciare giù per le discese delle colline di Palaia. Ne sono passati di anni ma gli occhi di Florio si illuminano come a quei tempi quando arriva il momento di indossare la tuta rossa, il casco e mettersi alla guida del suo storico go-kart. Lo ha fatto per le telecamere Rai, seguito dai bisnipoti e da tanti compaesani, oltre che dagli amici del Club Moto Storiche Toscane (fondato nel 1992). Non poteva mancare Gianfranco Lazzereschi, patron di Miss Cicciona, barbiere del paese e amico del meccanico più conosciuto in Valdera. Florio Monti, il nonno con la passione nel sangue per i motori, ieri mattina, si è esibito per la trasmissione "La vita in diretta", in piazza Brunner. Uno striscione diceva tutto: "Florio a 90 anni sogni ancora". Davanti a casa e al suo garage-museo dove ci sono moto d'epoca e altri cimeli che raccontano la storia di un uomo che ha dedicato una vita ai motori. Alla fine della performance grandi applausi e un colorato mazzo di fiori. C'è poi il tempo per le foto ricordo e gli abbracci. Mentre lui, con le mani e la voce che tremano, appare felice come un bambino. Gli amici lo aiutano a scendere dal go-kart. Florio quasi si commuove. Si racconta, mentre posa davanti alle fotografie del passato, cominciando da un piccolo primato. È sua la licenza numero uno rilasciata in Italia per guidare go-kart. Impossibile, considerata anche la non più giovane età, ricordare il numero esatto delle gare affrontate. Certo è che Florio, storico meccanico, ha girato le strade d'Italia e gli autodromi in moto e in go-kart, gareggiando anche per la Piaggio (è uno dei soci storici del Vespa Club di Pontedera). È toccato a lui l'onore - si diverte a raccontarlo - di inaugurare nel 1956 una pista per kart a Parma ed è stato chiamato anche per l'ultima edizione di una gara organizzata nello stesso impianto prima che venisse smantellato il 3 ottobre del 2009. «Era tanto che non guidavo un go-kart ma ho accettato volentieri. A Parma hanno corso tanti campioni della Formula Uno - ricorda - mi piaceva molto vederli alla guida». Monti ha partecipato anche ai mondiali a Magione nel 1984, ai campionati italiani nel 1963, 1972 e nel '73. «Peccato che ho avuto un problema con la frizione... ai mondiali». Fino al 2009, e non era già più un ragazzetto, Florio ha frequentato l'autodromo di Varano. Nel racconto si inseriscono gli amici. Tra loro c'è chi rispolvera aneddoti della vita del nonno-meccanico, compreso un viaggio in Vespa all'Abetone di pochi anni fa. Coppe, targhe e pettorali sono nel garage di piazza Brunner e in casa Monti a testimonianza di una serie di "imprese" sportive. Un garage-museo quello di Florio. «Ci sono pezzi storici - dice - 150 anni di storia della moto. Mio padre Augusto ha iniziato a collezionare moto da giovane, ha aperto la prima officina nel 1935». Di cose da tirare fuori dall'album dei ricordi ce ne sono un'infinità. Florio è uno dei pochi meccanici ancora viventi ad aver montato, insieme al fratello Alfeo, 93 anni, i motori a 14 cilindri di un aereo Piaggio degli anni Trenta. Il capitolo matrimonio con la compagna di una vita, Odette, mette allegria al nonno pilota. Si sono sposati dopo quindici anni di fidanzamento. Lei, ammette, ha sempre saputo che i motori erano molto importanti in casa Monti. E se n'è fatta una ragione. «Se ha potuto seguire questo suo interesse è anche grazie alla moglie che non si è mai tirata indietro quando c'era da seguirlo», dice Sandro Laici, presidente del Club Moto Storiche Toscane, che per tanti anni ha organizzato il famoso Raduno degli Etruschi. Ma come è iniziato quest'amore per i motori? «Da giovanissimo, facevo i carretti di legno e li usavo nella discesa, poi vedendo le macchine ho deciso di ricostruire un modello da solo. È sempre un'emozione. Anche se non guido il mio go-kart per un po' di tempo quando mi rimetto al volante ho la stessa grinta di sempre». «Ci siamo sposati nel 1954 - aggiunge la moglie - quando non lavoravo lo seguivo in giro dove aveva le gare. Quando ci siamo conosciuti avevo un bar, poi insieme abbiamo aperto un distributore che ho mandato avanti io nei giorni in cui lui era lontano per stare dietro ai motori. Mi chiedete se lo rifarei? Rispondo di sì. Meglio le moto e i go-kart di altre cose...». Quella di ieri è stata una festa per il nonno pilota. E ora Forcoli aspetta di vederlo in tv.
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