Sicurezza
I gioielli rubati nascosti sotto terra
Sabrina Chiellini
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Un controllo dei carabinieri parte del materiale sequestrato, compreso il metaldetector Sorpresi e arrestati dopo che li avevano dissotterrati con il metaldetector
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PONSACCO. I gioielli rubati erano stati nascosti sotto terra. Loro, due uomini arrestati dai carabinieri, sono andati a recuperarli durante la notte sperando di passare inosservati in questa specie di caccia al tesoro in cui si sono aiutati anche con un metaldetector. Invece sono finiti in manette pochissimo tempo dopo che avevano finito di scavare la refurtiva, oltre tre chili e mezzo d'oro. Bracciali, anelli, collane, una corona tempestata di diamanti ed un'intera collezione di monete d'oro, che i carabinieri ritengono provento di furti nelle case o di rapine in villa. In manette sono finiti Ramis Sehabi, 31 macedone, di Ponsacco, pregiudicato, e Luca Baldacci, 49 anni, di Pisa, incensurato. Il primo, dopo l'udienza di convalida davanti al Gip Concetta Gareffa, è rimasto nel carcere Don Bosco a Pisa in quanto nei suoi confronti è stata disposta la custodia cautelare. Mentre il secondo ha ottenuto gli arresti domiciliari contando sul fatto che è incensurato. I due sono stati bloccati nei giorni scorsi durante i controlli effettuati dai carabinieri nelle zone più colpite dai furti. Alle Melorie, alle 6.30, una pattuglia della Radiomobile di Pontedera ha fermato un motociclo che arrivava da una strada interpoderale e che andava a forte velocità seguito da un furgone. Alla guida dello scooter c'era Sehabi il quale ha subito intuito di essere nei guai. Il furgone, che nel frattempo era riuscito ad allontanarsi verso la superstrada, è stato segnalato alla centrale operativa del comando provinciale. Immediate le ricerche: all'altezza dell'uscita Pisa il mezzo è stato bloccato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Pisa. Le successive perquisizioni hanno permesso di recuperare i preziosi e una pistola. Nel bauletto del motociclo c'era la vera "sorpresa": un barattolo in vetro, ancora sporco di terra, che racchiudeva gli oltre 3 chili e mezzo d'oro. Sull'autocarro condotto da Baldacci, trovato con una pistola calimbro 22 munita di caricatore contenente 10 colpi, c'erano un metaldetector (sempre utile quando c'era da scovare metalli preziosi), una pala, una torcia illuminante ed altro materiale usato per portare alla luce i preziosi. «La presenza di terra sulla pala fa ritenere che il barattolo rinvenuto in disponibilità del macedone sia stato disotterrato da un terreno in località di Ponsacco», hanno spiegato i carabinieri. L'operazione è stata seguita dal nucleo investigativo di Pisa, diretto dal capitano Michele Cataneo, e dai militari della compagnia dei carabinieri di Pontedera comandati dal capitano Alessio Nigro. Ramis Sehabi è accusato del reato di ricettazione. Baldacci, titolare di licenza per il solo trasporto di armi ad uso sportivo, è stato arrestato i per porto illegale di arma. Le indagini - seguite dal sostituto procuratore della Procura di Pisa, dottor Antoni Giaconi - proseguono per verificare eventuali relazioni con i precedenti sequestri di oro operati sempre dai carabinieri il 23 agosto ed il 30 ottobre scorsi ai componenti di una famiglia macedone, gli Zuka, domiciliata a Gello di Pontedera, nella villa conosciuta come Podere Cincinnato. Una famiglia che, a giudicare dagli ultimi sequestri (preziosi per 150mila euro), sembra avere l'abitudine di sotterrare in campagna l'oro rubato che finisce nella loro disponibilità. I carabinieri stanno cercando di capire se i due uomini arrestati nei giorni scorsi avessero dissotterrato ori da loro interrati o se stessero facendo un lavoro per conto di altri.
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