Lutto
«Caro assessore, più vicino agli interessi privati che ai cittadini»
Comitato in difesa della Valdicecina
Lettera aperta del Comitato in difesa della Valdicecina a Picchi: documentarsi è un dovere
2 MINUTI DI LETTURA
Caro Picchi, documentarsi è un dovere. A fronte della pochezza di argomentazioni che ci propina l'assessore provinciale appiattito sulle tesi Solvay, lo invitiamo a informarsi meglio. La filiera Solvay che espande i suoi tentacoli da Rosignano a Volterra a S.Vincenzo, è una materia complessa. Le ramificazioni spropositate di questa società sul territorio e gli innumerevoli atti, accordi di programma, deroghe e concessioni scellerate che in 100 anni amministratori di tutti i livelli istituzionali hanno dato a Solvay in modo che potesse agire protetta e indisturbata, sono materia di studio e contrasto che il Comitato per la difesa della Valdicecina, il Wwf, Medicina Democratica, Legambiente e altre associazioni hanno discusso e presentato in convegni, assemblee. Da quasi 20 anni le popolazioni, sempre più sensibili alle questioni ambientali e alla salute conseguente, hanno deciso tutte insieme di dire basta! Le associazioni si sono date come compito quello di analizzare e contrapporre ai dati di parte di Solvay, studi scientifici e ricerche divulgate in numerosi testi e documenti così che tutti fossero in grado di valutare, con la propria testa chi fa solo cassa personale e quali sono le ricadute negative in termini di salute, ambiente, danni economici reali e conseguenti mancate opportunità di sviluppo alternativo eco-compatibile. Tutto questo lavoro, complesso ma ben comprensibile, è a disposizione di tutti, compresi gli amministratori che vorremmo fossero più vicini ai cittadini e un po' meno agli interessi, comprensibili ma non sempre accettabili, di Solvay e di tutti i grandi gruppi economici, che, come tutti sanno, in genere lavorano per il proprio tornaconto scaricando i costi sulla società, come da 1 secolo fa Solvay. La sua posizione non ci sorprende; ci stupisce però l'evidente discrepanza tra interessi del pubblico e quelli del privato che per loro natura dovrebbero essere chiari e ben divisi ma che all'atto pratico continuano ad essere mescolati. E' troppo chiedere onestà intellettuale, attenzione alla voce della gente, che non è più solo un urlo di piazza, bensì una voce propositiva e documentata che guarda i problemi e ne scorge le soluzioni e, vista la partecipazione, condiviso?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google