Attenzione
I comitati anti-privatizzazione contestano la proroga della concessione al gestore
Sit-in di protesta contro i sindaci «Tradito il referendum sull'acqua»
Giacomo Pelfer
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Un gruppo di militanti nei comitati 3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. "Metteremo in atto un movimento di lotta". I comitati per l'acqua pubblica l'hanno promesso, ad alta voce, dal fondo della platea di sindaci e amministratori locali, riuniti ieri mattina dall'Autorità di Ambito del Basso Valdarno (la cosiddetta Ato2) nei locali della Casa Culturale di San Miniato Basso. Un'assemblea "in via d'urgenza" per i 57 Comuni che compongono il bacino di Ato2, a cavallo tra le province di Pisa, Firenze, Siena, Pistoia e Lucca. In ballo c'è il tema della gestione del servizio idrico, a distanza di 6 mesi dal referendum del 12 e 13 giugno, che ha sancito la vittoria del fronte per l'estromissione del privato dalla gestione dell'acqua. "Un referendum tradito" dicono i comitati, arrivati a San Miniato per contestare l'assemblea di ieri, che ha ratificato all'unanimità la proroga da 20 a 25 anni per la concessione del servizio idrico al gestore Acque Spa, trasferendone la scadenza dal 2021 al 2026. Era questo il principale punto in discussione, che ha innescato la protesta dei comitati per l'acqua pubblica delle cinque province del Basso Valdarno, affiancati dai ragazzi della Comunità in Resistenza di Empoli e dagli esponenti locali di Sel e Rifondazione. Appuntamento già a partire dalle 10, con presidio di protesta all'ingresso del circolo. Striscioni e bandiere, cori e megafoni, per ricordare l'esito del voto referendario, e contestare un'assemblea «convocata in tutta fretta, a pochi giorni - sottolineano dal movimento - dalle nuove disposizioni regionali, che dal 2012 riuniranno in un'unica Ato i sei Ambiti territoriali della Toscana». «Quello che noi chiediamo è semplicemente il rispetto della legalità referendaria - ha spiegato Colin Du Liege del Forum toscano dei movimenti per l'acqua -: 27 milioni di cittadini italiani hanno chiesto di mettere l'acqua fuori dal mercato». Almeno una sessantina le persone che hanno preso parte al presidio, arrivate anche da Pisa, da Montecatini e dalla Valdelsa. Molto più lento, invece, l'afflusso di sindaci e assessori, che a dispetto della convocazione (fissata per le 11) sono arrivati a San Miniato alla spicciolata, costringendo ad una lunga attesa in vista del numero legale, fissato nei due terzi delle quote di partecipazione dei Comuni (calcolate in base agli abitanti). I comitati hanno chiesto di poter assistere all'assemblea e di avere il tempo per un intervento. Richiesta respinta dai dirigenti Ato, che hanno però concesso, in apertura d'assemblea, la lettura di un appello ai sindaci da parte di Monica Moretto, presidente del Comitato Acqua pubblica di Pisa. «L'ordine del giorno di quest'assemblea è uno smacco alla democrazia - ha spiegato -, con la revisione del Piano d'Ambito, e quindi delle tariffe, e soprattutto la proroga della concessione ad Acque Spa. Fino ad oggi non è stato fatto niente per andare nella direzione tracciata dal referendum». «Prolungare la concessione al gestore - si legge nella lettera-appello ai sindaci - rappresenta la scelta politica di violare la Costituzione. E' necessario scegliere da che parte stare. Perché l'acqua non appartiene a chi la può comprare. E nemmeno ai sindaci. Per questo vi riterremo responsabili di un eventuale tradimento del mandato referendario». «Abbiamo approvato il Piano d'Ambito 2011-2026 - ha detto il presidente di Ato2, Antonio Marrucci, al termine dell'assemblea -. Il piano sarà poi concretamente valutato nel merito alla luce del relativo piano finanziario, che contiamo di portare in porto entro il 30 di aprile».
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