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La maestra che trasforma il borgo in poesia
Nicolò Colombini
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Maria Lucia Buonomo Buonomo racconta in versi Sasso Pisano e riunisce gli anziani per fare un diario
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SASSO PISANO. Una vita dedicata ai bambini, una grande passione per la letteratura e la capacità di rendere in poesia emozioni e momenti della vita del suo piccolo paese. La storia di Maria Lucia Buonomo, maestra in pensione da oltre trent'anni di casa a Sasso Pisano è unica nel suo genere: «Il mio carattere introverso mi ha portato a scrivere poesie sin dalla prima gioventù, - spiega lei stessa - e ancora oggi quando ho voglia di stare un po' con me stessa, trovo in quest'arte serenità e la gratificazione: mi piace scrivere un po' di tutto, ma in particolare canto l'amore per questo incantevole borgo, che mi ha accolta e mi ha cresciuta». Maria Lucia lascia la natia Avellino nel 1976, per intraprendere la carriera di maestra elementare. Dopo quattro anni a Pisa, nel 1980 viene assegnata definitivamente alla scuola di Sasso Pisano, in cui insegnerà fino alla chiusura della struttura; dopo gli ultimi anni di attività alle elementari di Castelnuovo di Val di Cecina, Maria Lucia può finalmente dedicarsi a tempo pieno alla sua passione, rimanendo una protagonista della vita culturale della sua Sasso Pisano: «In paese siamo non più di trecento, - conclude - e ci conosciamo tutti. I miei compaesani conoscono bene la mia passione, e spesso mi danno la possibilità di esprimere le mie sensazioni declamando i miei versi in occasioni pubbliche. Le opportunità poi non mancano: ogni martedì incontro gli anziani del paese, una decina in tutto, nei locali della vecchia scuola, per condividere con loro esperienze e storie di vita. Le ho tutte raccolte in una specie di diario, così come alcuni canti della Divina Commedia, che mi diletto a riscrivere in avellinese, il dialetto della mia infanzia. Ogni tanto mi chiedono di pubblicare le mie opere, ma la mia dimensione è questa, un paese bellissimo con tante storie e pochi abitanti: la poesia per me è una cosa personale, quasi privata, un momento di felicità che non voglio certo sfruttare a fini commerciali».
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