Il Tirreno

Pontedera

L'assessore "apre" ai frontisti di Rioddi

Francesca Suggi
La via vicinale di Pinzano interessata da una frana
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La via vicinale di Pinzano interessata da una frana

Strade declassate, buone notizie arrivano dall'assessore Costa «Ho convocato la Commissione per rianalizzare alcune situazioni»

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 VOLTERRA. I frontisti della strada vicinale di Rioddi possono ben sperare. Da parte dell'assessore Roberto Costa c'è piu' di uno spiraglio.  E domani, nella seduta della Commisione tecnico politica convocata ad hoc da lui che è il presidente, si riparlerà della dibattutissima questione declassamente vie vicinali.  Dieci in tutto quelle su cui la giunta nei mesi scorsi si è pronunciata, di fatto privatizzandole e derubricandone l'uso pubblico con tanto di delibere.  Sono Rioddi, appunto, Volpaia-Ulimeto, Poggio Marzocchio, Villa, Doccia, Cerbaiola, Magiona, Vallelunga, Venzano. In questo mucchio c'è anche la strada di Pinzano. E anche se questa sembra esserci un'apertura da parte del presidente della commissione. «Sono andato di persona a vedermi sia la strada di Rioddi, che quella di Pinzano dove c'è il depuratore e anche altre. Da parte dei presidenti dei consorzi mi stanno arrivando le controdeduzioni e da qui sto partendo per rivedere alcune cose», spiega.  L'assessore non dimentica il fatto che, rispetto ai termini per legge per un eventuale ricorso al Tar, proprio la strada di Pinzano si sta avviando allo scadere. «Voglio evitare, per quanto possibile, che le persone spendano soldi per cause legali», sottolinea.  All'ordine del giorno della seduta di domani anche la via di Poggio Marzocchio. Costa, intanto, anticipa alcune caratteristiche per cui Rioddi a suo parere ha tutte le acrte in regola per mantenere l'uso pubblico. Quindi i contributi comunali per la manutenzione. «Si tratta di una viabilità di campagna dove insistono tante utenze - precisa - Ci sono le linee del gas, l'acquedotto. Tra le altre cose sono visibili alcuni tratti acciottolati della vecchia strada romana che collegava Volterra al porto di Vada». Rispetto a questi resti millenari l'amministratore, con non poco ottimismo, ipotizza una valorizzazione. «Sarebbe bello - dice - se riuscissi a reperire fondi europei per farlo».

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