Finanza
Arriva l'Imu, ecco quanto ci costerà
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Il quartiere delle vele a Pontedera: è ad alta densità di abitazioni I piccoli proprietari: «Ma avrà effetti anche su altre tasse»
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PONTEDERA. Il ritocco della rendita catastale è destinato a gonfiare più di un tributo. Altro che il rincaro solo dell'Ici, che torna anche per i proprietari di prima casa. L'elenco è lungo e nello scorrerlo il presidente dell'Associazione dei piccoli proprietari immobiliari, Sirio Grassi, vede sfumare anche il principio di equità che per il premier Monti ha ispirato la manovra del suo governo. «La rendita catastale è alla base del calcolo dell'Imu, dell'imposta municipale secondaria, della tassa di scopo provinciale, del tributo sui rifiuti, delle addizionali provinciale e regionale, del tributo provinciale per l'ambiente», dice Grassi. Che aggiunge: «E all'elenco si possono aggiungere anche altre voci che prendono a riferimento il valore catastale degli immobili». Il nodo equità. «Come sindacato siamo sempre stati contrari all'Ici, che nasce come tassa per pagare i servizi e in quanto tale dovrebbe gravare sui proprietari, ma anche sugli inquilini». Tra i motivi di critica per l'Asppi c'è: «Anche il meccanismo di calcolo non ci ha mai convinto». Eppure dal sindacato dei piccoli proprietari di immobili non è mancata un'apertura all'intervento. «Visto il momento di difficoltà del Paese capiamo che serve intervenire su cespiti facilmente individuabili. Avevamo proposto un ritocco all'insù delle rendite tra il 15 e il 20%». Il problema è la base imponibile. «La revisione delle rendite catastali, cioè del valore base al quale viene calcolato il prelievo fiscale sugli immobili e che in effetti, come emerge anche dalle nostre rilevazioni, risulta essere nettamente inferiore al valore di mercato, è un modo per incrementare linearmente la base di calcolo, ma non certo per seguire un criterio di equità». Non piace l'aggiornamento del 60% delle rendite. «Il concetto di rendita ma si concilia con la prima abitazione perché non è certo un bene che produce un valore», sottolinea Sirio Grassi. Che aggiunge: «Il criterio, inoltre, non si basa sulla modifica degli estimi catastali, che sono fermi dal 1996. Da allora è intervenuto solo un adeguamento delle rendite del 5%. E con questa manovra del 60%». Cosa c'è sotto. «È una forma di prelievo patrimoniale - dice il presidente Asppi -. Un prelievo che colpisce i piccoli redditi. Nel caso di seconde case si tratta di cifre che spesso finiscono per alimentare il ciclo dell'economia e quindi la produzione, non certo per fare operazioni finanziarie. Sono i grandi capitali che spesso sono "improduttivi" e vengono reinvestiti in operazioni puramente finanziarie, le stesse che sono in parte all'origine di questa crisi». Manolo Morandini ALTRI SERVIZI A PAGINA 5
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