Il Tirreno

Pontedera

Ecco i robot del futuro dei baby Einstein

Jacopo Paganelli
Una delle invenzioni presentate dagli alunni
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Una delle invenzioni presentate dagli alunni

Le idee rivoluzionarie degli studenti già proiettate nel 2050

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 PONTEDERA. Se per caso ce ne fosse ancora bisogno, la Valdera si conferma più che mai terra di geni in erba. E soprattutto di realtà pronte a stuzzicarne l'estro e l'inventiva. Nell'ambito della settimana della robotica, infatti, tutti gli studenti delle scuole nostrane sono state invitate (dall'istituto di ricerca Sant'Anna di Pontedera, dipartimento di bio-robotica) a partecipare alla competizione "I robot del 2050".  Si trattava di inviare le proprie idee, come disegni o modellini, sulle creature cibernetiche che popoleranno il mondo fra quarant'anni. Tre gli ambiti a cui applicarsi: casa, ambiente e natura e giochi. In palio per i lavori più originali fantastici kit robotici smontabili da costruzione. All'appello hanno risposto le terze della scuola elementare "Salvo D'Acquisto" di Lari e le seconde e le terze medie "Curtatone e Montanara" di Pontedera. Dopo una visita ai laboratori dell'istituto di ricerca, insieme alle ormai famose meraviglie della tecnica messe in campo dal Sant'Anna, i ragazzi hanno sistemato le loro invenzioni sul tavolo della sala centrale. Sembrava davvero di stare a una fiera delle scienze in grande stile: da un lato del bancone l'esterrefatto pubblico dei genitori, dall'altro i baby Einstein coi loro progetti davanti. A spiegare ai profani il funzionamento dei propri ritrovati, come fare a metterli in pratica nel mondo di domani. Prima è stata la volta della premiazione dei bimbi delle elementari di Lari, cimentatisi coi disegni: fra loro, la giuria dei loro compagni delle medie pontederesi ha decretato vincitore Sebastian Vathi. Nel suo schizzo, "Il bruco pulitore d'aria", un lombrico verde che aspira l'inquinamento atmosferico e lo trasforma in rifiuto da gettare comodamente in discarica. Difficile invece decidere fra i lavori della Curtatone: lì la giuria dei grandi ha raggiunto infatti un meritato ex aequo. Appaiati lo "skyscraper climber" di Sandro e Mauro Furfari e Matteo e Tommaso Bonuccelli (un robot che pulisce le vetrate dei grattacieli arrampicandosi sulle vetrate) e il "mini aspirapolvere telecomandato" di Gabriele De Veroli. Quest'ultimo costruito con batterie e filo collegato a una ventola in bottiglia appoggiata a una macchinina telecomandata che, attraverso una proboscide, è riuscita a raccogliere piccole palline di carta. «I bimbi sono stati davvero bravi, facendo tutto da soli: hanno capito che la robotica, di cui abbiamo parlato in classe, rappresenta il loro futuro», spiega soddisfatta la professoressa Morichetti.

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