Il Tirreno

Pontedera

In un convegno la decisione di puntare sull’eccellenza per conquistare i mercati internazionali

Doc Terre di Pisa, è la strada giusta

Enrico Bimbi
A sinistra un momento del convegno
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A sinistra un momento del convegno

Nascerà un comitato di produttori di vino appoggiato dalla Provincia

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PONTEDERA. Terre di Pisa, una grande opportunità per i produttori di vino da intraprendere, una identità territoriale frutto di tanti anni di serio e appassionato lavoro che finalmente può e deve emergere.  Sono le parole con cui Ernesto Gentili, curatore della guida de L'Espresso "I vini d'Italia" ha aperto, in veste di moderatore, la tavola rotonda sulla nuova Doc tenutasi nella sala Carpi di Pontedera. Dopo tre ore di discussione l'attenzione era sempre ai massimi livelli e questo è sintomatico, ha detto ancora Gentili, di quanto sia importante e sentito l'argomento per il futuro e lo sviluppo della Pisa enoica, tanto che occorrerà un nuovo simposio di approfondimento.  Molti gli aspetti affrontati, da quelli tecnici a quelli pratici dovuti alla strategie legate all'introduzione e diffusione. Per la parte pratica necessita l'istituzione di un comitato Terre di Pisa, auspicabile - ha dichiarato l'assessore provinciale Giacomo Sanavio - essere formato dagli stessi produttori che, avendo sotto mano la situazione del mercato, sono in grado di fare proposte pertinenti alle necessità. «Un comitato - ha continuato Sanavio - che potrà contare sul pieno appoggio dalla Provincia nel limite delle disponibilità economiche».  Per gli aspetti tecnici è già tutto nero su bianco. Li stabilisce il disciplinare Doc Terre di Pisa. Tutti d'accordo sulla positività della netta scissione delle due tipologie. Il Terre di Pisa sangiovese è fortemente e coraggiosamente caratterizzato con il vitigno autoctono per antonomasia - come ha fatto notare Oreste Gerini del Comitato Nazionale per le Denominazioni d'Origine- che non può essere inferiore al 95% e nel contempo quel 5% di altri vitigni a bacca nera garantisce un supporto per le annate meno felici. Il Terre di Pisa rosso è invece caratterizzato anche dall'intervento di altri vitigni che hanno radicato attitudine nel nostro territorio. Sangiovese, cabernet sauvignon, merlot e syrah, da soli o congiuntamente, possono essere opzionati dal 20 al 70%.  Condivisa la scelta di puntare sull'eccellenza come unica strada per conquistare i mercati internazionali. A questo proposito un momento di riflessione l'ha offerto Giancarlo Scalabrelli dell'Università di Pisa, che ha sottolineato quanto i paletti messi dal disciplinare per garantire standard qualitativi elevati, come la densità per ettaro minima di 4.500 piante con produzione massima di 8,5 tonnellate e limite per ceppo di 2 chili, o come le tecniche di affinamento, invecchiamento che obbligano la messa in commercio dopo 16 mesi dalla vendemmia (12 mesi in legno più 4 in bottiglia) siano importanti ma vadano integrati dalla ricerca e dalla sperimentazione per determinare, in fase di impianto, vitigni e cloni idonei a produrre eccellenze in ogni singolo appezzamento.  Di eccellenze a tutto tondo ha parlato Matteo Cantoni, presidente delle Strade del vino delle colline pisane che ha puntualizzato come Terre di Pisa abbia i numeri per inserirsi nell'eccezionale paniere del nostro territorio insieme all'olio, il tartufo, il cioccolato e agli altri straordinari prodotti che tutti ci invidiano. Altro aspetto della nuova Doc che riguarda più il commerciale a livello internazionale, trova in sintonia Marcello Lunelli (Podernovo di Terricciola) e Piergiorgio Castellani (Castellani Spa). Si tratta dei vantaggi di essere identificati sotto il nome di Pisa, la cui torre è famosa in ogni angolo del globo. Il vino è sempre legato alla cultura e alla tradizione del territorio di produzione, Terre di Pisa può essere il testimone di una storia da raccontare al mondo.  Un appello alla coesione e all'unità di intenti è arrivato dall'assessore di Pontedera Liviana Canovai, che considera la squadra arma vincente per raggiungere risultati e ha portato con orgoglio l'esempio dei successi dei percorsi di valorizzazione enogastronomica territoriale realizzati a Pontedera grazie ad un forte spirito di squadra. Da condividere la posizione di Ginevra Venerosi Pesciolini della Tenuta di Ghizzano che augura alla Doc Terre di Pisa un ampio coinvolgimento territoriale sperando in una massiccia adesione dei produttori. Il vecchio detto è sempre valido: l'unione fa la forza.

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