La manifestazione
San Marco, si complica l'iter del fallimento
Sabrina Chiellini
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Il Grand Hotel San Marco di Casciana e la protesta dei dipendenti nei mesi scorsi Un conflitto di competenze fa allungare i tempi per i creditori
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CASCIANA TERME. Si complica la vicenda del fallimento della San Marco Hotels spa che fa riferimento all'imprenditore Giorgio Nocchi e che è proprietaria dell'Grand Hotel San Marco a Casciana Terme e di Villa San Marco nel comune di Terricciola. E per i creditori di allungano anche i tempi per sapere come, quanto e come saranno pagati. Si profila infatti un conflitto di competenze tra il tribunale di Pisa e quello di Milan visto che nei confronti della Spa di Nocchi (che avrebbe debiti per oltre venti milioni di euro) è in corso una doppia procedura di fallimento. La prima è stata aperta presso il tribunale di Pisa, su istanza di alcuni dipendenti che chiedevano il pagamento di oltre centomila euro. Tutto dopo che la Cassa di Risparmio di Firenze aveva dato avvio ad una esecuzione immobiliare per recuperare circa sedici milioni di euro facendo pignorare Grand Hotel San Marco di Casciana Terme, attualmente gestito da una cooperativa. Mentre Pisa dichiarava il fallimento della San Marco Hotels Nocchi, con una mossa a sorpresa e che ha avuto un successivo iter molto veloce, ha depositato i libri contabili della società in tribunale a Milano. Fino a due anni fa, quando ancora era una società a responsabilità limitata, con sede legale ed operativa a Terricciola, la società proprietaria dei due alberghi è stata trasformata in spa con trasferimento della sede legale a Milano, mantenendo quella operativa e le proprietà in provincia di Pisa. Così il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società, fissando l'udienza di verifica (decisioni arrivate in tempi molto brevi) alla data del 7 marzo 2012, fissando la propria competenza. Stessa data stabilita anche da quello di Pisa che però ha anche dichiarato la propria competenza sul fallimento. Una lenta fine per il gruppo alberghiero di cui è amministratore unico Giorgio Nocchi. Già nell'anno 2009, sette ex dipendenti della San Marco Hotels, dovendo ancora riscuotere stipendi e liquidazione a seguito del loro licenziamento, dopo inutili ed infruttuose trattative condotte dal sindacato Cgil direttamente con la proprietà, hanno conferito mandato allo studio legale Sampieri-Zucchelli per il recupero delle loro spettanze. Sono stati quindi richiesti ed ottenuti dal Giudice del lavoro del Tribunale di Pisa, altrettante ingiunzioni, tutte ritualmente notificate alla società e, in mancanza di pagamenti nemmeno sotto forma di acconti, sfociate in procedure esecutive, come spiega l'avvocato Miria Zucchelli. Nell'anno 2010, visto l'esito parzialmente infruttuoso delle vendite e considerata «l'inerzia di Giorgio Nocchi nonostante promesse di pagamento in prossimità delle date per le vendite all'asta dei beni, la sottoscritta ha presentato istanza di fallimento per oltre euro 96.000», spiega ancora l'avvocato. Dopo questa richiesta i creditori hanno concesso un rinvio dell'udienza prefallimentare a fronte di ulteriori promesse di pagamento fatte da Nocchi assistito dall'avvocato Rolando Rossi. Anche il termine concesso dal maggio alla fine dello scorso ottobre è passato «senza che Nocchi abbia versato alcuna somma per evitare il fallimento. Siamo quindi arrivati a fine novembre ed Nocchi in palese contraddizione - spiega ancora l'avvocato Zucchelli - dichiara di avere richiesto in proprio il fallimento presso il Tribunale di Milano». Tempi lunghi dunque anche perchè per decidere quale sarà il tribunale competente dovrà entrare in campo la Cassazione.
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