Sicurezza
Rifiuti, rincara la raccolta
Giacomo Pelfer
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Il ritiro dei sacchi della raccolta porta a porta Santa Croce, sul bilancio di quest'anno altri 117mila euro
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SANTA CROCE. Ennesimo balzello per il costo della raccolta dei rifiuti a Santa Croce: 117mila euro in più, inseriti nella manovra di assestamento al bilancio 2011, che si aggiungono alla variazione di settembre da 61mila euro. A farlo notare sono i capigruppo d'opposizione Stefano Giannotti e Letizia Quaglierini, replicando alle parole della giunta dopo l'infuocato consiglio comunale di mercoledì. «Nel bilancio di previsione - dice Giannotti - era stato stimato un aumento del 15% per la raccolta dei rifiuti, poi ricaricato in bolletta. Adesso, con le due variazioni, si è passati dal 15 al 23%, con la prospettiva per il 2012 di un ulteriore aumento della Tarsu di almeno l'8%». È uno dei punti che le minoranze aggiungono alla lista di una discussione già tesissima, avviata lunedì nel consiglio comunale che doveva ratificare l'assestamento di bilancio, poi posticipato a mercoledì, di fronte alle proteste delle opposizioni, per la mancanza del parere del revisore sulla documentazione fornita ai consiglieri. A far discutere è soprattutto l'inserimento in bilancio di due alienazioni: la vendita del parcheggio Cecafoglia e della fognatura industriale. Un'entrata, ha spiegato la giunta, che servirà solo a pagare mutui pregressi, migliorando il saldo del patto di stabilità. «Se anche fosse - ribatte Giannotti - il vantaggio per la aziende creditrici del Comune sarebbe minimo. È significativo, però, che rispetto al bilancio di previsione siano completamente spariti 200mila euro per la vendita di aree Peep e altrettanti per aree Pip, ora sostituiti con i 600mila euro della vendita della fogna industriale». È sulla rilevanza di queste entrate che si gioca lo scontro. «Nella riunione dei capigruppo - dice Quaglierini -, a nostra precisa domanda, il sindaco assicurò che la manovra non conteneva variazioni significative. Ma come si fa a considerare irrilevante un'entrata da 600mila euro derivante dalla vendita di un bene come la fognatura industriale?». Da qui l'accusa di non aver fornito nei termini di legge tutta la documentazione necessaria. «L'articolo 239 del Testo unico degli enti locali - fa notare l'esponente Pdl - afferma che il parere del revisore è obbligatorio per tutte le variazioni di bilancio. A noi, invece, è stato consegnato su richiesta solo nella seduta di lunedì 28 alle 22,30. L'amministrazione ha detto di aver inviato il materiale al sindaco revisore il 22, e di averne ricevuto il parere il 23. Ammettendo tutto questo, significa che, non solo la seduta di lunedì 28, ma anche quella di mercoledì 30 non si poteva fare, perché il regolamento del consiglio comunale, per le variazioni significative, prevede 8 giorni di anticipo per la consegna della documentazione ai consiglieri. Altro che formalismi: qui c'è tanta sostanza». «Rimane un mistero - conclude Giannotti -, capire come sia stato possibile, per l'amministrazione, scrivere nella proposta di delibera inviataci il 21 che il parere del revisore era favorevole, quando quest'ultimo sarebbe arrivato in Comune solo nella giornata del 23».
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