Sicurezza
Gli attivisti erano riusciti a raccogliere 1.200 firme contro il parcheggio sotterraneo
No al Project, il Comitato festeggia «Siamo scampati a un disastro»
Nilo Di Modica
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Il progetto del parcheggio sotterraneo e una recente protesta del comitato contro il piano del Comune 2 MINUTI DI LETTURA
SANTA MARIA A MONTE. Festeggiano ma senza cedere le armi della critica i membri del "Comitato per la salvaguardia del centro storico", che oggi si trovano a commentare la definitiva uscita di scena del project financing dal piano triennale delle opere pubbliche. «E' sicuramente un grande passo in avanti per la nostra battaglia. Tiriamo un cauto sospiro di sollievo al pensiero che i nostri amministratori non sono riusciti a coinvolgere tutto il nostro paese nel disastro del Consorzio Etruria, ma francamente ci chiediamo: solo noi "tuttologi" del Comitato ci siamo resi conto del pericolo al quale andavamo incontro?». La domanda è di Rita Lupo, presidente del comitato che da anni porta avanti la battaglia sul project. Obiettivo polemico di Lupo, oltre al progetto "scampato", è l'atteggiamento dell'amministrazione in questi mesi. Un periodo decisamente lungo, quasi un anno, in cui il bando di gara non accennava a partire, mentre le notizie sullo stato del colosso toscano delle costruzioni non facevano che diffondersi. «Nel mese di luglio di quest'anno - ricorda Lupo - ho avuto modo di leggere a mezzo stampa le notizie che riguardavano il Consorzio Etruria. A seguito delle prime notizie che trapelavano, in agosto, chiesi pubblicamente al sindaco Turini di rassicurarci sul destino del paese e sui rapporti con il Consorzio Etruria. Il Comitato non ha mai ricevuto risposta, fino al consiglio comunale dell'altra sera». A pesare ora c'è un dubbio, che i molti protagonisti della raccolta firme contro il parcheggio sotterraneo in piazza (all'epoca ben 1.200) fanno emergere in merito alle eventuali responsabilità che avrebbero avuto gli amministratori. «Alla luce di tutto quello che è avvenuto - prosegue Lupo - ci sorge una domanda: cosa sarebbe successo se il Consorzio Etruria avesse avuto i suoi problemi finanziari quando ormai erano cominciati i lavori? Per quanti secoli avremmo avuto una voragine aperta nella piazza della Vittoria?». «Al tempo stesso - conclude Lupo - dobbiamo anche pensare a cosa fare del centro storico. In tutti questi anni il sindaco ha trattato tutte le proposte alternative per la riqualificazione con arroganza, ignorandole o demonizzandole. Credo che sia finalmente venuto il momento di riaffrontare la questione ripartendo da zero».
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