La manifestazione
Con una barriera che è stata posizionata nel canale Navareccia viene deviato il corso dellacqua
Cominciato l'allagamento anti-torba
◗
Il vice sindaco Gabriele Toti sul luogo dove sono cominciate le opere di allagamento della zona in cui si trova la torba incendiata Bientinese: via all'intervento per spegnere i focolai attivi nel sottosuolo
3 MINUTI DI LETTURA
CASTELFRANCO. È partito l'intervento per fronteggiare l'emergenza della torbiera incendiata lungo la Bientinese. È stata posizionata una barriera nel canale che costeggia la strada, chiamato Navareccia, per far arrivare l'acqua nella zona dove avviene la combustione della torba. È quanto disposto dal Comune di Castelfranco con una apposita ordinanza emessa nei giorni scorsi. Questo ultimo intervento ha lo scopo di provocare l'allagamento della vasta area compresa tra l'argine dei Prigionieri e la circonvallazione di Altopascio, anziché far procedere l'acqua nel normale corso verso il mare. È evidente che tale tipo di soluzione può risultare più efficace in relazione anche al mutare delle condizioni meteorologiche, con le previste piogge che faciliterebbero questa operazione. Finora il clima particolarmente siccitoso aveva contribuito fortemente all'ampliarsi dei problemi dovuti alla combustione della torba che si trova nel sottosuolo di questa parte del padule di Orentano. Quasi tutte le sere, in pratica, viene chiusa la strada provinciale a causa dei fumi densi che impediscono la visibilità con il traffico, causando la deviazione della viabilità sulla strada che attraversa il centro di Orentano, causando difficoltà facilmente immaginabili per un piccolo centro che non può certamente sopportare un flusso di traffico così intenso. «Quest'ultimo intervento - affermano dal Comune di Castelfranco - conferma ancora una volta la determinazione che abbiamo avuto nel seguire questa complessa vicenda». La scorsa settimana è stata tentata una prova con la realizzazione di alcune trincee in un'area al limite della zona interessata dalla combustione. Le trincee hanno permesso di non far estendere il fuoco, che assume una forma circolare con tanti focolai sotterranei ai bordi. È un passo avanti, ma non permette nell'immediato di fermare la combustione, con conseguente fuoriuscita di fumo. La via maestra rimane, infatti, l'allagamento della zona. «Da quando è emersa la problematica della combustione della torba - spiega il vice sindaco Gabriele Toti - stiamo cercando le soluzioni per affrontare questa situazione. Per individuarle abbiamo chiesto aiuto a tutti i soggetti istituzionali. È da due mesi che segnaliamo queste problematiche, ma non abbiamo i supporti e gli aiuti che in una situazione così complessa sarebbero stati necessari da parte degli altri soggetti. Avvertiamo un senso di forte difficoltà per questa situazione, come se ci si fosse dimenticato che il Comune è l'ente più vicino al cittadino. Gli unici interventi sono stati disposti da noi. Anzi, abbiamo riscontrato molte difficoltà. Nessuno ha voluto assumersi la minima responsabilità. Solo il Comune ha deciso di assumere iniziative, come per la realizzazione della tura sulla Navareccia». Tante proteste sono state mosse da parte dei cittadini, per le maleodoranze. Nei giorni scorsi c'è stato anche un incontro tra i medici e le aziende Usl interessate (Empoli e Lucca) per affrontare gli aspetti legati alle patologie.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
