Proteste
Dibattito in consiglio comunale a San Miniato. Sel: «Perché allora le chiavi ce le ha il parroco?»
«La chiesa è di nostra proprietà»
Giacomo Pelfer
Il sindaco Gabbanini sull'oratorio di San Rocco nel paese di Cigoli
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«Quella chiesa è nostra». Il sindaco Vittorio Gabbanini l'ha scandito più volte, in consiglio comunale, per ribadire che l'oratorio di San Rocco era e rimane di proprietà del Comune di San Miniato. Incastonata tre le case del borgo di Cigoli, la chiesetta, in realtà, rappresenta un nodo ancora tutto da sciogliere. Intorno all'oratorio si è aperta di recente una discussione sulla gestione e l'utilizzo dei locali, che l'amministrazione, solo pochi anni fa, ha provveduto a restaurare con un intervento costato oltre 400mila euro. Uno spazio pensato per iniziative e assemblee a servizio di tutto il paese.
Incredibilmente, però, andando a spulciare tra i documenti catastali, si è scoperto che la chiesa risulterebbe nella disponibilità della parrocchia di Cigoli. A questo si è aggiunto poi il problema della gestione, sollevato da un interrogazione di Sel, che denunciava l'uso esclusivo della chiesa da parte del parroco don Giampiero Taddei, che da mesi sta utilizzando l'oratorio per una mostra d'arte dedicata al pittore pontaegolese Mario Mariani. Il tutto, a detta di Sel, rendendo complesso, se non impossibile, l'uso della chiesa da parte di altri soggetti, a cominciare dalla Consulta. Il parroco don Taddei, nei giorni scorsi, aveva espresso la massima disponibilità per risolvere la questione, ricordando però che sulla chiesa (ancora consacrata) pendono regole e obblighi ecclesiastici, e ribadendo che la proprietà, a livello catastale, spetta alla parrocchia. «Un errore», ha detto il sindaco Gabbanini, rispondendo all'interrogazione nel consiglio comunale di martedì.
«L'oratorio di San Rocco - ha spiegato - è censito nel catasto leopoldino in proprietà al Comune di San Miniato, come dimostrano i registri e le mappe. Nel nuovo catasto, invece, entrato in vigore dal 1942, è censita una diversa attribuzione proprietaria. Abbiamo già avviato l'iter per correggere questo errore, anche se sarebbe stato opportuno prendere in mano la questione negli anni scorsi, prima di eseguire i lavori». Per quanto riguarda la gestione, il sindaco ha ricordato che la chiesa è ancora consacrata, «e in ragione di ciò le chiavi sono nella disponibilità del parroco e del dottor Andrea Ferreri». Allo stesso tempo, Gabbanini ha spiegato di aver invitato il parroco a rimuovere la mostra d'arte al termine delle festività natalizie, «nonché la targa impropriamente apposta all'esterno della chiesa.
Il regolamento per l'uso dell'immobile - ha aggiunto - è già in corso di redazione, anche se, francamente, mi ero illuso che per una frazione come Cigoli non ce ne fosse neppure bisogno». «Ritengo improbabile - ha fatto notare Laura Cavallini di Sel - che il Comune sia intervenuto con risorse pubbliche per restaurare un edificio che non risultava suo. Credo che il problema del catasto fosse già stato affrontato, e successivamente c'è stata un'imposizione da parte di un soggetto. Il fatto poi che la chiesa non sia sconsacrata non motiva la disponibilità delle chiavi in favore del parroco: anche l'Oratorio del Loretino è consacrato, ma le chiavi le tiene l'amministrazione. Mi auguro che la questione venga risolta in fretta, in modo che l'edificio sia messo a disposizione di tutti. La Consulta, in quanto entità istituzionale riconosciuta, rappresenterebbe il soggetto più titolato per gestire quello spazio».
Incredibilmente, però, andando a spulciare tra i documenti catastali, si è scoperto che la chiesa risulterebbe nella disponibilità della parrocchia di Cigoli. A questo si è aggiunto poi il problema della gestione, sollevato da un interrogazione di Sel, che denunciava l'uso esclusivo della chiesa da parte del parroco don Giampiero Taddei, che da mesi sta utilizzando l'oratorio per una mostra d'arte dedicata al pittore pontaegolese Mario Mariani. Il tutto, a detta di Sel, rendendo complesso, se non impossibile, l'uso della chiesa da parte di altri soggetti, a cominciare dalla Consulta. Il parroco don Taddei, nei giorni scorsi, aveva espresso la massima disponibilità per risolvere la questione, ricordando però che sulla chiesa (ancora consacrata) pendono regole e obblighi ecclesiastici, e ribadendo che la proprietà, a livello catastale, spetta alla parrocchia. «Un errore», ha detto il sindaco Gabbanini, rispondendo all'interrogazione nel consiglio comunale di martedì.
«L'oratorio di San Rocco - ha spiegato - è censito nel catasto leopoldino in proprietà al Comune di San Miniato, come dimostrano i registri e le mappe. Nel nuovo catasto, invece, entrato in vigore dal 1942, è censita una diversa attribuzione proprietaria. Abbiamo già avviato l'iter per correggere questo errore, anche se sarebbe stato opportuno prendere in mano la questione negli anni scorsi, prima di eseguire i lavori». Per quanto riguarda la gestione, il sindaco ha ricordato che la chiesa è ancora consacrata, «e in ragione di ciò le chiavi sono nella disponibilità del parroco e del dottor Andrea Ferreri». Allo stesso tempo, Gabbanini ha spiegato di aver invitato il parroco a rimuovere la mostra d'arte al termine delle festività natalizie, «nonché la targa impropriamente apposta all'esterno della chiesa.
Il regolamento per l'uso dell'immobile - ha aggiunto - è già in corso di redazione, anche se, francamente, mi ero illuso che per una frazione come Cigoli non ce ne fosse neppure bisogno». «Ritengo improbabile - ha fatto notare Laura Cavallini di Sel - che il Comune sia intervenuto con risorse pubbliche per restaurare un edificio che non risultava suo. Credo che il problema del catasto fosse già stato affrontato, e successivamente c'è stata un'imposizione da parte di un soggetto. Il fatto poi che la chiesa non sia sconsacrata non motiva la disponibilità delle chiavi in favore del parroco: anche l'Oratorio del Loretino è consacrato, ma le chiavi le tiene l'amministrazione. Mi auguro che la questione venga risolta in fretta, in modo che l'edificio sia messo a disposizione di tutti. La Consulta, in quanto entità istituzionale riconosciuta, rappresenterebbe il soggetto più titolato per gestire quello spazio».
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