Il Tirreno

Pontedera

Il sindaco difende il protocollo sull'ospedale

Il sindaco Marco Buselli
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Il sindaco Marco Buselli

«Di fronte a un panorama di tagli è un accordo fondamentale, irresponsabile chi lo attacca»

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 VOLTERRA. «Irresponsabili. Mi riferisco a chi, invece di concentrarsi sui tagli che la direzione generale si appresta a fare, continua ad attaccarci strumentalmente e cinicamente sull'ospedale, visto che ormai il protocollo d'intesa è in dirittura d'arrivo. Fatti e non chiacchiere fatue». Ecco il paladino dell'ospedale Marco Buselli, il sindaco-infermiere che ha centrato la sua campgna elettorale sulla salvaguardia dei servizi ospedalieri che per la prima volta difende a spada tratta il protocollo di intesa politiche sanitarie della Asl. Proprio quel documento sotto accusa per la soppressione di pediatria e per l'accorpamento di cardiologia in medicina per cui giovedì scorso ha convocato con urgenza un consiglio comunale aperto per demonizzare la scelta. Una seduta alla quale erano presenti ben oltre un centinaio di infermieri e operatori direttamente coinvolti che hanno espresso tutte le loro paure e perplessità di fronte a un futuro di tagli.  Sempre a quell'incontro presente anche il direttore Damone e il presidente Uncem Oreste Giurlani: per la prima volta, ufficialmente, il sindaco è dalla parte loro. Di chi ha capito, come dice lo stesso sindaco, che «di fronte ad un ciclone di tagli che potrebbe travolgere anche il presidio di Volterra, riuscire a chiudere un accordo di programma è fondamentale. Non è un accordo a perdere, anzi. Si fa una fotografia dell'esistente e si gettano su molti settori le basi del rilancio. L'ho detto in Consiglio e lo ripeto», sottolinea.  Finalmente dopo aver cercato per una giornata intera, dopo le spiegazioni della sua assessore Elisa Tonelli, anche il sindaco si decide a ufficializzare le motivazioni che hanno spinto a bocciare alcuni emendamenti di Progetto originario. «Se Po ha portato sei emendamenti, noi avremmo potuto apportarne seicento, di modifiche migliorative, ma se siamo stati tre mesi a contrattare su una frase, è evidente che i margini di trattativa con l'azienda siano minimi e risicatissimi. Sbaglio quando sfiducio un direttore generale, sbaglio quando ci dialogo. Noi comunque andiamo avanti, perché abbiamo la coscienza pulita sul fatto che abbiamo trovato il migliore accordo possibile viste le circostanze. Ogni rallentamento che la stesura del Protocollo ha avuto, ci ha creato ulteriori difficoltà, e queste sono responsabilità politiche. Dilazionare ancora i tempi sarebbe suicida. Se poi entrassimo nel merito degli emendamenti proposti e non passati, sono sicuro di poterli smontare uno ad uno. La partita, su cardiologia, è ora in mano ai sindacati. Se resisteranno non si avrà decurtazione di posti di lavoro e di posti letto, come Damone ha promesso in Consiglio Comunale davanti a tutti».

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