Il Tirreno

Pontedera

Il Comitato sul cantiere di Saline

«Con la Solvay serve un dialogo sostenibile»

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 SALINE. «L'attività mineraria ad est del paese - senza aver adempiuto alla maggior parte delle prescrizioni, in particolare quelle riguardanti il monitoraggio sismico, e l'uso di acqua dolce per alimentare i nuovi pozzi - di fatto mette a rischio l'abitato di Saline e le sue attività produttive e ne impedisce qualsiasi forma di sviluppo futuro: le indagini geognostiche all'esterno dei cantieri, indicate nelle prescrizioni, non sono mai state fatte». Conoscono a menadito la situazione gli attivisti del Comitato. In questa diatriba loro non combattono contro Solvay. Bensì vogliono «Un dialogo sostenibile sul sale. Vogliamo che sale e acqua siano sfruttate con maggiore oculatezza. Il protocollo del 2001 impegnava ETI a consolidare l'attività della Saline e Solvay a favorire iniziative occupazionali». E ancora: «E' comprensibile, ma non giustificabile, che l'ente pubblico, con la lodevole eccezione del Comune di Volterra, debba difendere i privati e ostacolare il lavoro dei singoli cittadin. Ci sembra doveroso che i rappresentanti di Regione e Provincia promuovano immediatamente un tavolo di discussione con la popolazione della Val di Cecina ed in particolare di Saline».

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