Il Tirreno

Pontedera

«La forza degli imprenditori è stata quella di unirsi e di sviluppare nuove idee»

Ciurli saluta dopo 33 anni

Luciano Gianfranceschi
Damiano Ciurli direttore del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola
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Damiano Ciurli direttore del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola

Consorzio Conciatori: ultimo giorno di lavoro per il direttore

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 SAN MINIATO. Ci ha messo un anno. Da quando è in pensione andava al Consorzio Conciatori di Ponte a Egola soltanto la mattina per un distacco morbido, ma oggi è l'ultimo giorno di lavoro per Damiano Ciurli, mitico direttore, 66 anni, nativo di Terricciola. «Quando nell'estate 1978 sono entrato al Consorzio, la sede era ancora in via Gioberti - rievoca - il mio predecessore era Giuseppe Ghizzani, un valido imprenditore che passava molto tempo anche al servizio dei colleghi. Il Consorzio era stato fondato alla fine del 1966, ma Ponte a Egola non ebbe gravi danni come invece Santa Croce e Ponte a Cappiano a causa dell'alluvione dell'Arno, in quanto il fiume sfondò l'argine sulla riva destra. Poi, il Consorzio diventò operativo nel 1967».  Quanto all'industria conciaria locale, aggiunge: «Era un sistema commerciale, piuttosto che industriale. La forza di questi conciatori è stata quella di unirsi, innovarsi, e anche nella tradizione della concia al vegetale sviluppare nuove idee, risolvere i problemi come quello della depurazione, grazie a Cuoiodepur».  Partendo da quando, come si suol dire, le pelli e il cuoio bastava farli, e i clienti l'acquistavano, Ponte a Egola è diventata un polo internazionale che esporta qualità e artigianalità nel mondo. E conosciuta come la capitale del cuoio, ma anche per la pelle conciata al vegetale. «Ora il comparto è cresciuto da tutti i punti di vista, gli opifici non sono più casermoni ma ambienti dove si può stare con la spolverina».  Uno sviluppo continuo. «Dopo 12 anni, ci fu il passaggio all'attuale sede, nella ex palazzina Marianelli che la famiglia di un conciatore vide bene come luogo di rappresentanza». A inaugurarla intervenne Marco Marcucci, presidente della Regione Toscana. Ma anche Claudio Martini, e Vannino Chiti, attuale vice presidente del Senato, sono intervenuti agli eventi del Consorzio. «Abbiamo festeggiato i 20 anni del Consorzio, poi i 30, i 40. Come racconta il volume "I nostri primi quarant'anni 1967-2007"».  E le fiere del pellame? «La prima Lineapelle cui ho partecipato si svolgeva a Firenze, alla Fortezza da Basso. Ma c'era anche una manifestazione calzaturiera a Bologna, che aveva stand con pelli e cuoio. Il comparto era in evoluzione, cresceva in produttività, produceva ricchezza».  Per non dire delle nuove zone industriali, che il Consorzio ha contribuito a realizzare anche con fondi europei. Anche per l'intraprendenza di Damiano Ciurli. «Non voglio essere celebrato - aggiunge - ho fatto il mio lavoro». E, bisogna aggiungere, con disponibilità e umanità, oltre a competenza.  L'ultima domanda non gli piace, perché esita nel rispondere. Che cosa farai, lunedì mattina della prossima settimana? «Non lo so, ma di sicuro non andrò al bar a leggere il giornale, qualcosa inventerò per passare il tempo».

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