Bufera in consiglio: l'opposizione lascia i banchi per protesta
Giacomo Pelfer
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Il sindaco Ciaponi e la giunta illustrano la manovra 3 MINUTI DI LETTURA
SANTA CROCE. Bufera senza precedenti in consiglio comunale a Santa Croce. Arrivava in votazione, mercoledì, la variazione di assestamento al bilancio di previsione 2011. Una manovra contestata dai gruppi Pdl e "Il centrodestra" per procedure, tempi e contenuti. Da qui la decisione, dei consiglieri di minoranza, di astenersi. I membri dell'opposizione hanno abbandonato i banchi del consiglio e si sono ritirati tra i posti riservati al pubblico, in un clima tesissimo di accuse, sfottò e continui botta e risposta. E' la conclusione, in realtà, di uno scontro iniziato già da lunedì, quando era stato convocato il consiglio comunale ordinario, che aveva come terzo punto proprio il bilancio di assestamento. In quella sede, i capigruppo di minoranza Letizia Quaglierini e Stefano Giannotti, contestarono l'assenza, nella documentazione fornita ai consiglieri, del parere del revisore contabile. «Documento fondamentale - spiegarono - considerando le variazioni rilevanti contenute nella manovra», in riferimento, soprattutto, all'inserimento in bilancio di due alienazioni approvate lo scorso 30 ottobre: la vendita del parcheggio Cecafoglia e della fognatura industriale. A ciò si è aggiunta l'accusa nei confronti del sindaco di «aver mentito alla riunione dei capigruppo - dicono Giannotti e Quaglierini - asserendo che la manovra non conteneva variazioni rilevanti». Da qui la decisione del primo cittadino di sospendere la seduta per un faccia e faccia con la maggioranza, al termine del quale fu decretato di posticipare la discussione sul bilancio di assestamento a mercoledì. «Come segno di disponibilità e di apertura», dice Ciaponi. Il parere del revisore fu quindi distribuito ai capigruppo, anche se, «tale documento - afferma Ciaponi - non fa parte della delibera di assestamento. Il parere era a disposizione dei consiglieri: spettava a loro chiederne copia in municipio nei giorni precedenti il consiglio comunale». Si arriva quindi alla seduta di mercoledì, ultimo giorno utile per la chiusura del bilancio di assestamento. Giannotti e Quaglierini, attraverso una lettera inviata al sindaco, ne hanno chiesto il rinvio «in quanto - si legge - non conforme ai termini previsti dal regolamento, perché la completezza della documentazione si è avuta solo lunedì 28, non rispettando il termine degli 8 giorni di anticipo». Rinviare ulteriormente l'assestamento, tuttavia, avrebbe significato sforare la scadenza del 30 novembre fissata dalla legge. Da qui la richiesta: «Denunciare il fatto all'ufficio territoriale di governo per la nomina di un commissario ad acta e il conseguente scioglimento del consiglio comunale». "Una richiesta immotivata", ha replicato Ciaponi, ribadendo che «il parere del revisore non fa parte della delibera di assestamento, non prevede termini di tempo, e quindi la consegna della documentazione ai consiglieri è avvenuta nel pieno rispetto del regolamento». «L'assestamento di bilancio - ha aggiunto - non prevede variazioni rilevanti. Si inseriscono maggiori entrate dalle quali non dipende affatto il pareggio di bilancio: se le alienazioni andranno in porto serviranno solo a pagare alcuni mutui pregressi». «Se l'amministrazione era così convinta del proprio operato - ha ribattuto Letizia Quaglierini - non avrebbe posticipato la discussione di due giorni. Ribadiamo quindi che questa seduta è del tutto illegittima». «Nasce tutto dalla fretta di far quadrare i conti - ha aggiunto Giannotti -. Siamo di fronte a variazioni significative: per questo, a maggior ragione, doveva essere rispettato il limite degli 8 giorni d'anticipo». I consiglieri d'opposizione si sono quindi astenuti dal voto, con l'eccezione di Irene Storti, che ha votato a sfavore: «C'è la brutta abitudine a Santa Croce - ha spiegato - di non fornire tutta la documentazione, ma non votare è sbagliato: non possiamo far passare questo bilancio all'unanimità».
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