Il dolore
LA VICENDA
Tutto iniziò nel 2001
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PONSACCO. Divide un cambio di destinazione d'uso. E perciò continuano a volare le carte bollate sul complesso di via Rospicciano a Ponsacco. All'inizio c'è l'acquisto delle aree da parte della Futura Immobiliare. È il 2001 quando l'impresa di costruzioni decide di sviluppare il Piano particolareggiato di iniziativa pubblica approvato dal Comune di Ponsacco nel 1999. In tutto cinque fabbricati residenziali, commerciali e direzionali, con un locale interrato ad uso autorimessa e cantine. Intervento a cui si legano le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, tra cui la sistemazione della piazza antistante in cui l'amministrazione conta di trasferire il mercato ambulante settimanale. Secondo gli accordi adottati e approvati con delibere del consiglio comunale, nelle aree era previsto un solo immobile con destinazione direzionale, ceduto successivamente, nel 2002, alla Cassa di risparmio di Volterra, l'unico sportello bancario del piano particolareggiato. L'ipotesi di un "doppione" bancario non va giù. La Sigest, controllata dalla Banca di Fornacette, acquista 300 metri quadri al piano terra e con una Dia ottiene di modificarne la destinazione d'uso, da commerciale a direzionale. Obiettivo l'apertura di una filiale della banca di credito cooperativo di Fornacette. Parte da qui il contenzioso. In questa querelle che da anni va avanti ci sono due sentenze del Tar. Una favorevole al Comune, e stabilisce il diritto a pretendere dalla Futura immobiliare la consegna della piazza-parcheggio confinante con via Trieste. Sull'altro fronte, invece, i giudici amministrativi hanno dichiarato illegittima la Dia richiesta da Sigest nel 2007, approvata con silenzio assenso dall'amministrazione, grazie alla quale 300 metri quadri del complesso da lei acquistati vengono trasformati da commerciali a direzionali. Si tratta di "atti illegittimi per violazione della normativa urbanistica e per eccesso di potere", si legge nella sentenza. La novità è il cantiere aperto da alcuni giorni dalla Sigest per ripristinare lo stato dei locali così come avrebbe dovuto essere sulla base del progetto affidato dal Comune alla Futura Immobiliare.
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