Il Tirreno

Pontedera

Saline, Provincia contro il Comune

Stop al cantiere: scelta autonoma, non condividiamo

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 VOLTERRA. «Una scelta compiuta in totale autonomia, non concordata né discussa con Provincia e Regione: una scelta unilaterale che non condividiamo nel metodo». E' una denuncia pesante quella che il presidente della Provincia Andrea Pieroni, in tandem con l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi, scagliano al sindaco Marco Buselli.  Dopo la premessa entrano anche nel merito della questione: ovvero il blocco del cantiere Solvay a Saline, in zona Boschini, sottolineando che lunedì in Regione ci sarà un confronto separato con l'assessore Bramerini, prima con l'azienda e poi con il Comune di Volterra.  «Quanto al merito della questione, ribadiamo che occorre avere la consapevolezza di come per l'area di cui si tratta sia necessario mettere in atto iniziative di tutela sia sotto il profilo ambientale (e in questo senso è in corso una serie di monitoraggi mirati); sia però anche sul piano dello sviluppo e della crescita (e in un recente incontro con Solvay, nella sede della Provincia, abbiamo posto ai suoi vertici il tema, vincolante, di un impegno strategico proprio nei termini della ricaduta sul territorio). Siamo convinti che questa sia la giusta strada da percorrere: in tale ottica, di concerto con la Regione, effettueremo, a breve, un incontro con il Comune di Volterra e uno con la dirigenza dell'azienda», specifica. E se, come sembra, al Comune di Volterra interessa avere le royalties derivanti dall'estrazione, la Provincia demonizza questa linea: «Noi vogliamo che ci siano ricadute sul territorio e per i cittadini», precisa Picchi.  Sugli aspetti di carattere ambientale: «Solvay (che ha assolto tutte le prescrizioni della delibera di Via) ha compiuto, prima di avviare lo sfruttamento minerario, un rilievo topografico di precisione che aggiorna ogni 6 mesi; e ogni minimo movimento è controllato da una rete di geofoni - riprendono dalla Provincia -. I prelievi d'acqua dal Cecina non hanno ricadute sulla subsidenza. E comunque, Provincia e Comuni si erano opposti alla prescrizione della Via che imponeva a Solvay di realizzare nella piana di Montescudaio invasi a uso potabile: posizione avallata dal Tar nel sancire che l'azienda non era più obbligata a effettuare quegli interventi». Terzo punto. «Su richiesta rivolta alla Provincia da parte della stessa Solvay a fine 2009, la portata della concessione di Cacciatina (quella relativa allo sfruttamento della miniera di sale) è stata ridimensionata da 8,4 milioni di metri cubi l'anno a 6,5 milioni circa. E nel 2010 le derivazioni dai pozzi della Cacciatina sono state di 4,2 milioni: il dato è frutto di rilevamenti effettuati da personale della Provincia con cadenza mensile». «A proposito dei pronunciamenti del Tar sulle concessioni, va ribadito come i suoi verdetti abbiano cancellato la proroga di quelle (intestate ad Atisale) che erano soggette a procedura di rinnovo. Quella sulla quale Solvay ha avviato i lavori è invece una concessione perenne: che non necessita di rinnovo e che dunque non è interessata dalle sentenze del Tar. E a proposito dell'ultima di tali sentenze: uno dei punti cardine della modifica alla Via cassata dal Tar è la previsione di compensazione che Solvay dovrà pagare (4.650.000 euro), ai fini della realizzazione dell'invaso di Puretta». Servizio a pag. 12

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