Il Tirreno

Pontedera

Notaio nei guai, è accusato di falso

Manolo Morandini
Il complesso immobiliare di via Rospicciano a Ponsacco
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Il complesso immobiliare di via Rospicciano a Ponsacco

L'immobile di via Rospicciano: il nodo è un atto di compravendita reso fasullo

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 PONSACCO. Potrebbe essere la madre di tutti i processi legati all'annosa querelle di via Rospicciano. Il complesso, nel cuore di Ponsacco, che fa capo alla società di costruzioni Futura Immobiliare su cui da anni volano carte bollate e denunce incrociate, al Tar e alla Procura. E sarà il giudice per l'udienza preliminare a sciogliere le riserve sulle indagini svolte dal pubblico ministero Antonio Di Bugno decidendo sul rinvio a giudizio del notaio sanminiatese Roberto Rosselli e del fucecchiese Marco Ficini per il concorso nel reato di falso ideologico in atti pubblici.  Il nodo è un atto di compravendita reso "fasullo" per aver omesso una clausola che vincolava la destinazione d'uso di alcuni locali. Da qui l'ipotesi di reato di concorso in falso in atto pubblico. Un vuoto che ha funzionato da testa d'ariete per lo sbarco della Banca di credito cooperativo di Fornacette, attraverso la società controllata Sigest, dove non avrebbe potuto insediarsi. In locali destinati a negozi e non all'attività bancaria. Una querelle tra privati che non manca di avere riflessi pubblici. Il piano particolareggiato di iniziativa pubblica resta infatti in parte ancora da completare.  Per il Pm sono Rosselli, in qualità di notaio, e Ficini, in veste di amministratore unico della Pistoia Immobiliare Srl, che in concorso hanno volutamente omesso la clausola dall'atto con cui la Futura Immobiliare ha ceduto la proprietà di una parte dei locali al piano terra rialzato del complesso.  Un vincolo tutt'altro che secondario per la Futura Immobiliare. Nel preliminare di vendita dell'1 giugno 2005 è scritta nero su bianco la clausola che impegna la Pistoia Immobiliare, di cui Ficini è amministratore, "per il tempo di ventiquattro mesi decorrenti dal contratto definitivo a non utilizzare detto locale per attività bancaria o finanziaria". Lo stesso testo si ritrova anche nella bozza del contratto definitivo, del 24 aprile 2006 ma non nell'atto definitivo. Eppure al momento della firma il notaio Rosselli avrebbe dato lettura alle parti di quella clausola "fantasma" che per il Pm ha omesso poi di riportare sulla carta sottoscritta dal rappresentante della Futura Immobiliare nella convinzione che nel testo invece figurasse.  Ad insospettire la Futura Immobiliare sono i tempi. Nello stesso giorno e a distanza di una manciata di minuti nelle stanze del notaio Rosselli è stato sottoscritto anche il contratto con cui Ficini ha venduto quei locali alla Sigest, ovviamente senza clausole sulla destinazione d'uso. Ma in via Rospicciano avrebbe dovuto insediarsi già la Cassa di risparmio di Volterra, che per non avere vicini scomodi si era assicurata gli unici spazi a uso direzionale previsti nel complesso. Invece, a far posto alla Bcc di Fornacette ha contribuito anche il Comune di Ponsacco, approvando una variante di destinazione d'uso dei locali con il meccanismo del silenzio assenzo. Un passaggio già sanzionato dal Tar della Toscana.

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